Migliaia di marocchini si sono riversati nelle strade di paesi e città per festeggiare, bandiere alla mano, il voto di ieri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a sostegno del piano di autonomia del Marocco per il Sahara Occidentale, un territorio conteso da mezzo secolo tra Rabat e i separatisti del Fronte Polisario, sostenuti dall'Algeria.
"La vittoria ottenuta oggi dalla diplomazia marocchina, sotto la guida di Sua Maestà re Mohammed VI, grazie alla risoluzione delle Nazioni Unite, è una vittoria per la giustizia, una vittoria per il Marocco", ripetono in molti.
"Ora il Marocco è unito, da Tangeri a Legouira", scandiscono in coro i più giovani, per le strade di Marrakech, dove il carosello di auto e di bandiere colora la città di luce fino a quasi l'alba. Nella capitale, Rabat, la folla balla al ritmo di musiche saharawi; "Il Sahara è marocchino e lo è sempre stato", viene urlato a squarciagola, mentre gli altoparlanti diffondono la musica dell'inno nazionale.
"Siamo così orgogliosi, è il nostro paese, la nostra causa", si sente alla radio e alla televisione. Palloncini rossi svolazzano dai balconi, dove la gente applaude; mentre gli automobilisti suonano incessantemente i clacson, migliaia di telefonini riprendono le scene di festa. In molti indossano vestiti rossi e verdi, che sono i colori nazionali e l'orgoglio per quella che considerano "una vittoria, dopo cinquant'anni di attesa e battaglie".
A Smara, una città nel territorio conteso, i residenti hanno fatto esplodere fuochi d'artificio non appena è stato annunciato il voto, cantando e ballando per le strade al ritmo della musica folk.
La gente si è riversata in strada per festeggiare l'annuncio, alla presenza di rappresentanti delle autorità locali, tra cui il governatore, impegnato fino a qualche ora prima a ricevere le delegazioni africane pronte a stringere contratti per lo sviluppo di questa zona del Marocco.
Luminarie per le strade e tappeti marocchini stesi dai tetti degli edifici, rendono più suggestiva la festa. Il discorso di Re Mohammed VI, che ha definito la decisione del Consiglio di sicurezza un "cambiamento storico", è stato trasmesso a reti unificate e anche su maxi schermi preparati in alcune città in realtà per seguire gli incontri di calcio della Coppa d'Africa. La stessa atmosfera di festa si è vista a Tangeri, nel nord del paese, dove le dirette dei media locali hanno mostrato cortei di persone che danzavano al suono delle trombe.
Il Sahara Occidentale, colonia spagnola fino al 1975, è in gran parte controllato dal Marocco, ma è considerato un territorio non autonomo dalle Nazioni Unite. Ieri, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato il piano di autonomia del Marocco per il Sahara Occidentale, descrivendolo come la soluzione "più fattibile" per il territorio conteso.
Finora, il Consiglio di sicurezza aveva esortato il Marocco, il Fronte Polisario, l'Algeria e la Mauritania a riprendere i negoziati, interrotti dal 2019, per raggiungere una "soluzione politica praticabile, duratura e reciprocamente accettabile". I caschi blu erano sul territorio a sorvegliare che la pace fosse mantenuta. Ma su iniziativa degli Stati Uniti, che erano incaricati della questione al Consiglio di sicurezza, ieri è arrivata la svolta: con undici voti a favore, nessuno contrario e tre astensioni - l'Algeria si è rifiutata di partecipare al voto - viene adottata la risoluzione che sostiene il piano presentato da Rabat nel 2007: autonomia sotto la sovranità marocchina per questo vasto territorio desertico, pari a tre volte l'Austria, ricco di fosfati e con abbondanti zone di pesca.