Estero

ONU: 50 Stati denunciano minacce russe a Kiev

La comunità internazionale condanna le pressioni di Mosca sui diplomatici ucraini.

26 maggio 2026
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Una coalizione di circa cinquanta Stati membri delle Nazioni Unite, inclusa la Svizzera, ha espresso una ferma condanna nei confronti delle "minacce" provenienti da Mosca rivolte ai diplomatici presenti a Kiev. La dichiarazione è stata letta dall'ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Andrii Melnyk.

Nel documento, i membri dell'ONU e l'Unione Europea hanno criticato le recenti intimidazioni della Russia contro le istituzioni diplomatiche e le ambasciate nella capitale ucraina, sottolineando che tali azioni sono inaccettabili.

Le autorità russe hanno recentemente esortato i cittadini stranieri, compreso il personale diplomatico, a lasciare Kiev in previsione di ulteriori attacchi militari. In risposta, il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l'ambasciatore russo a Berlino, affermando che la Germania non si lascerà intimidire e continuerà a sostenere l'Ucraina.

Con un tono sarcastico, Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, ha commentato che l'Unione Europea intende mantenere la sua presenza diplomatica a Kiev, nonostante gli avvertimenti russi, suggerendo che l'UE ha "diplomatici da vendere".

Andrei Kartapolov, presidente della Commissione difesa della Duma di Stato, ha dichiarato che né il parlamento ucraino né l'ufficio del presidente Zelensky sono considerati "centri decisionali" da colpire nei prossimi raid su Kiev. Secondo Kartapolov, i veri obiettivi sarebbero i posti di comando delle forze armate e dei servizi di sicurezza ucraini, situati al di fuori del centro della città.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni