Estero

Italia: cori fascisti nella sede di Fratelli d'Italia a Parma

31 ottobre 2025
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È la sera di martedì 28 ottobre, non un giorno qualsiasi ma l'anniversario della marcia su Roma, un gruppo di giovani intona cori fascisti e inni al Duce nella sede di Parma del partito di destra radicale Fratelli d'Italia, utilizzata una volta alla settimana anche dal movimento giovanile della formazione politica, Gioventù nazionale. Non sanno però che un passante sta filmando.

La canzone che gridano è "Me ne frego", i locali si trovano in Borgo del Parmigianino, nel centro storico della città. Questa la parte di testo che si sente: "Se il sol dell'avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il tricolore! Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man!". Poi: "Duce, Duce". Il video diventa virale sul web, scoppia una tempesta sul fronte politico.

Prima conseguenza: la federazione provinciale di Gioventù nazionale Parma viene subito commissariata dai vertici regionali, il primo a saltare è il coordinatore provinciale Jacopo Tagliati. "Siamo intervenuti prima che il video venisse pubblicato sui media", rivendica Stefano Cavedagna, europarlamentare bolognese e portavoce di Gioventù nazionale.

E mentre la miccia sul piano politico è accesa, la procura di Parma avvia un indagine e apre un fascicolo: "Si tratta di un modello 45, non c'è ancora un reato ipotizzato," spiega all'agenzia di stampa italiana Ansa il procuratore capo Alfonso D'Avino. In questa fase non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati; sulla vicenda indaga la Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos) della questura di Parma. "Siamo ancora nella fase esplorativa - puntualizza il procuratore - sulla base delle notizie apprese dalla stampa. Ora bisogna verificare se il fatto sia vero e accertare se possa trasformarsi in una notizia di reato".

Sul fronte politico il primo a intervenire è stato il sindaco Michele Guerra, indipendente di centrosinistra sostenuto anche dal Partito democratico (Pd, di centro-sinistra): "I valori che rappresenta questa città sono del tutto alternativi e contrapposti a quelli che senza alcun pudore propagandano nella sede di Fratelli d'Italia, dove si inneggia al Duce, si cantano cori per le camicie nere e gli squadristi. Parma non accetterà né ora né mai squallida propaganda di un tempo passato e orrendo. Non lo ha fatto da 80 anni a questa parte, non lo farà nemmeno adesso".

Il centro-sinistra è compatto nel condannare l'episodio e richiedere prese di posizione da parte della premier Giorgia Meloni, che preside Fratelli d'Italia. "È molto grave - dice la segretaria del Pd Elly Schlein. Aspettiamo di sentire una presa di distanza dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. O forse tacerà anche questa volta?".

Replica Giovanni Donzelli, deputato e responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia: "Da noi, chi sbaglia paga, a sinistra non so; Gioventù nazionale aveva provveduto a commissariare la federazione di Parma autonomamente e ben prima che il video venisse pubblicato e circolasse sui media. Da noi non c'è spazio per la nostalgia dei totalitarismi".

La città di Parma si è ritrovata al centro della polemica. Gioventù nazionale nominerà nei prossimi giorni il commissario, ma i vertici della giovanile del partito stanno anche identificando i giovani che si sono resi protagonisti dei cori, con l'obiettivo di allontanarli, se risulteranno iscritti a Fratelli d'Italia.

In serata un presidio del collettivo Azione Antifascista ha protestato, proprio in Borgo del Parmigianino a pochi metri dalla sede di Fratelli d'Italia al centro delle polemiche: un centinaio di persone che sono state tenute a distanza dalle forze dell'ordine.