Estero

Erdoğan e Merz uniti dall'economia ma schermaglie su Israele

30 ottobre 2025
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Il confronto tra il cancelliere federale Friedrich Merz e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan è stato particolarmente cordiale. Entrambi hanno fatto riferimento alla nutrita presenza turca in Germania, "nostri fratelli e sorelle" come li ha definiti Erdoğan, mentre Merz ha ribadito "senza queste persone e senza queste famiglie, 60 anni fa la Germania non avrebbe potuto avviare la sua ripresa economica".

I due hanno confermato di voler ulteriormente rafforzare le relazioni commerciali, "puntiamo a portare il volume degli scambi commerciali da cinquanta a sessanta miliardi di euro" ha detto il presidente turco.

E il cancelliere ha ribadito l'intenzione di impegnarsi per avviare un dibattito "strategico" in Europa per avvicinare la Turchia all'Unione europea, pur precisando che ci sono decisioni turche che non corrispondono ai criteri che l'Ue si è data in relazione alla democrazia e allo Stato di diritto, ad esempio "l'indipendenza della magistratura non corrisponde alle nostre aspettative, ma questo è oggetto delle discussioni che stiamo portando avanti".

Tuttavia, su un tema i due sono sembrati distanti e non ne hanno fatto mistero. Erdoğan ha definito quello che sta avvenendo in Palestina un "genocidio", mentre il cancelliere, sollecitato da un giornalista, ha affermato che "la Germania è saldamente al fianco dello Stato di Israele, ma ciò non significa che rispettiamo o accettiamo ogni decisione politica del governo israeliano e la accogliamo senza critiche".