Mosca avrebbe utilizzato il relitto della nave traghetto Estonia, affondata nel 1994, come base per attività di spionaggio. Si tratta di una complessa strategia russa sui mari, come raccontano il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung e le reti Ndr e Wdr con una serie di inchieste.
Un fatto che aumenterebbe la tensione nel Mar Baltico dopo che i paesi europei hanno denunciato attività russe di varia natura. Dallo spionaggio all'invio di droni per testare le difese continentali. Sul relitto Mosca avrebbe installato una rete di sistemi di localizzazione subacquea idroacustica all'avanguardia.
Il trattato di mare dove il traghetto è affondato, circa cinquanta chilometri a Sud dell'isola di Uto, è inibito ai sommozzatori e ad ogni altra attività: la notte del naufragio morirono 852 persone, solo 137 riuscirono a mettersi in salvo. La tragedia dell'Estonia è considerata l'incidente più drammatico in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Per questo motivo le autorità di Svezia, Estonia e Finlandia hanno deciso di vietare ogni attività nell'area.
Tuttavia, il relitto potrebbe costituire un ottimo punto d'appoggio per i progetti russi: proprio il divieto di immersione garantisce, secondo i media tedeschi, la necessaria riservatezza e, inoltre, "sull'Estonia è possibile installare apparecchiature fisse, cosa che altrimenti non sarebbe possibile sul fondo sabbioso del Mar Baltico". L'obiettivo russo sarebbe quello di "monitorare i movimenti delle navi e dei sottomarini o registrare i rumori delle eliche delle navi e altre caratteristiche delle navi da guerra e dei sottomarini della Nato".
Ma la questione non si limita al Baltico: sempre secondo le inchieste tedesche Armonia è il nome di un progetto segreto della Russia per collegare ad una rete analoga di sistemi di localizzazione sottomarini i porti della sua flotta di sottomarini dotati di missili nucleari e altre basi militari nell'estremo nord, nel Mare di Barents. Ma c'è dell'altro: questi progetti di spionaggio subacqueo sarebbero stati realizzati con tecnologia occidentale. Anche perché si tratta di strumenti che possono avere un ruolo civile, scientifico e militare. E, insieme alla rete di aziende che la Russia ha costruito per portare a termine i suoi progetti, rende spesso estremamente porose le barriere e le sanzioni che l'Unione europea ha predisposto.