Estero

Il caso Epstein mette in difficoltà Trump con il 'Birthday Book'

Il libro di auguri osceni riapre il dibattito sul legame tra Trump ed Epstein, mentre i democratici chiedono trasparenza

9 settembre 2025
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"È un argomento superato, non commento": Donald Trump si chiude nel silenzio ma per lui diventa sempre più incalzante e imbarazzante il caso Epstein, dopo che i dem hanno pubblicato sui social il 'Birthday book', il libro contenente gli osceni messaggi d'auguri per i 50 anni del defunto finanziere pedofilo.

Tra questi anche la sua sconcia silhouette di una donna con un dialogo immaginario tra Donald e Jeffrey, con il primo che vanta "certe cose in comune", col secondo e gli augura che "ogni giorno possa essere un altro meraviglioso segreto".

"Cosa sta nascondendo? Pubblicate i file!", commentano i dem della commissione di sorveglianza della Camera, che ora premono per la pubblicazione di tutti i documenti sul caso. Con loro anche quattro repubblicani, compreso Thomas Massie, che con ogni probabilità riuscirà a portare in aula entro fine mese la sua 'discharge petition' per la diffusione dei file.

Mancano solo due voti, che potrebbero arrivare dai nuovi deputati eletti in settembre con le suppletive in Virginia e Arizona, dove sono favoriti i candidati dem. A questo punto Trump sarebbe costretto a fare pressione su almeno uno dei repubblicani firmatari per silurare la mozione o a confidare nelle forzature procedurali dello speaker della Camera Mike Johnson. Ma i deputati del Grand Old party sarebbero messi in difficoltà, soprattutto quelli di destra, incalzati dalla base Maga che esige trasparenza sulla vicenda.

Intanto la Casa Bianca fa muro, definendo falso il bigliettino d'auguri e la firma "Donald", apposta in corrispondenza del pube. Ma, secondo una analisi comparativa del Nyt, quella firma col solo nome di battesimo e con lo svolazzo finale sembra corrispondere strettamente a quella del presidente.

Anche il suo vice JD Vance è sceso in campo, accusando i dem di voler "solo inventare un altro scandalo come il Russiagate per diffamare Trump", ma è stato trollato da vari esponenti dell'opposizione perché aveva definito una "stronzata" lo scoop del Wsj sul disegno osceno di Trump chiedendo "dov'è la lettera?".

Ora quella lettera è pubblica e rilancia pesantemente gli interrogativi su cosa Trump sapesse del suo "pal" e dei suoi traffici sessuali di minorenni. C'è anche un'immagine con un assegno di grandi dimensioni in cui sembra che Epstein venda scherzosamente una donna "completamente svalutata" a Trump per 22.500 dollari.

A sfogliare le 238 pagine del "Birthday book', ricco di foto, disegni e collage di personaggi ricchi, famosi e potenti, sembrerebbe che il comportamento osceno e lussurioso di Epstein con le giovani donne fosse ampiamente noto e celebrato da persone che si definivano suoi amici e collaboratori intimi. Uno di loro lo paragona al protagonista de "Il vecchio e il mare" di Hemingway, con la differenza che lui catturava donne, "bionde, rosse o brune", anziché pesci.

Un altro amico descrive un rapporto sessuale degradante che una donna subì nel sedile posteriore di un'auto, lasciando Epstein "a ridere a crepapelle". "Così tante ragazze, così poco tempo", si rammarica un suo collaboratore. Un altro omaggio si conclude in modo rivelatore osservando che in qualche modo, a 50 anni, Epstein "ha evitato il penitenziario".

Trump si è attirato altre accuse anche per aver minimizzato la gravità della violenza domestica, dopo aver affermato pubblicamente che si tratta di un reato "meno grave" che non dovrebbe comparire nelle statistiche sulla criminalità. "È una liquidazione superficiale della violenza domestica come crimine", ha scritto sui social media Sarah Longwell, storica stratega politica repubblicana.

"Sì presidente, la violenza domestica è un crimine", ha replicato su X la procuratrice dem dell'Arizona Kris Mayes. "Trump ci ha dimostrato, ancora una volta, in cosa crede", ha messo in evidenza Kim Villanuava, la presidente dell'associazione di difesa dei diritti delle donne Now, accusando il presidente di essere "cieco" di fronte al problema.