Il dibattito divide l'opinione pubblica tra sostenitori del disarmo e difensori delle armi della resistenza anti-israeliana
In Libano è stata rimandata a venerdì prossimo l'attesa riunione del consiglio dei ministri per discutere del piano di disarmo di Hezbollah, un tema controverso che finora ha finito per dividere maggiormente l'opinione pubblica libanese tra chi chiede a gran voce lo smantellamento dell'arsenale del Partito di Dio e chi difende invece la legittimità delle armi della "resistenza" anti-israeliana.
Gli Stati Uniti e Israele chiedono insistentemente il disarmo di Hezbollah. Il partito lo scorso autunno aveva accettato l'accordo di cessate il fuoco dopo esser stato fortemente indebolito politicamente e militarmente nella guerra di oltre un anno con Israele. Ma lo Stato ebraico continua a occupare militarmente il sud del Libano, in violazione del cessate il fuoco del 24 novembre. E conduce ogni giorno raid aerei in Libano contro presunti obiettivi di Hezbollah. L'ultimo attacco risale a poche ore fa nel settore centrale della linea di demarcazione tra i due paesi.
La riunione governativa era prevista per domani a Beirut. In queste ore proseguiranno i negoziati tra il presidente del parlamento, Nabih Berri, alleato di Hezbollah, il capo del governo Nawaf Salam e il presidente della Repubblica Joseph Aoun, principale interlocutore degli Stati Uniti. Il ministro degli affari sociali, Hanin Sayyid, ha oggi annunciato che "si troverà un accordo durante o prima" della riunione di venerdì prossimo. Il leader druso libanese, Walid Jumblat, da decenni ago della bilancia degli equilibri libanesi, ha invece affermato che il governo deve cambiare metodo nel cercare di imporre a Hezbollah il disarmo, perché - ha affermato - gran parte della comunità sciita libanese, solidale col partito armato, considera le armi l'unica sua protezione alle minacce esterne e interne. Dal canto suo, il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha ribadito nelle ultime ore che finché Israele continuerà a occupare militarmente il Libano e fin quando lo Stato libanese si dimostrerà incapace di difendere il paese, le armi del partito saranno necessarie.