Accuse di sfruttamento degli aiuti per fini militari e violazioni del diritto internazionale
Il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle minoranze, il giurista friburghese Nicolas Levrat, e oltre 30 suoi colleghi esperti indipendenti chiedono lo smantellamento della controversa Gaza Humanitarian Foundation (GHF, Fondazione umanitaria per Gaza). Oggi a Ginevra hanno parlato di "urgente necessità di una solida sorveglianza internazionale".<\/p>
In una dichiarazione congiunta gli esperti, che non parlano a nome delle Nazioni Unite, denunciano da parte della GHF, sostenuta da Israele e dagli Stati Uniti, uno sfruttamento "assolutamente inquietante" degli aiuti per motivi militari e politici. Puntano anche il dito contro una normalizzazione dell'impunità e delle violazioni del diritto internazionale.<\/p>
"In questo caso, lasciamo che uno Stato accusato di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità si occupi di sfamare la popolazione colpita dal genocidio", aggiungono. Più di 1300 persone sono state uccise e oltre 4000 ferite mentre cercavano cibo da quando lo Stato ebraico ha ripreso il controllo degli aiuti umanitari.<\/p>
Tra le vittime, circa 860 si trovavano nei pressi dei siti gestiti dalla GHF da poco più di due mesi. La fondazione afferma che le sue distribuzioni funzionano e sostiene di aver consegnato circa 1,8 milioni di pasti solo nella giornata di ieri, invitando regolarmente l'ONU a collaborare con essa.<\/p>
Ma le organizzazioni umanitarie respingono questo scenario, accusando l'entità di non seguire i principi umanitari. "La credibilità e l'efficacia dell'assistenza umanitaria devono essere ripristinate smantellando la GHF", insistono gli esperti. Le responsabilità dei suoi rappresentanti devono essere stabilite, aggiungono.<\/p>