Il Partito Nazionalista Kuomintang mantiene i seggi nonostante le accuse di vicinanza a Pechino
Nessuno dei 24 deputati taiwanesi dell'opposizione, appartenenti al Partito Nazionalista Kuomintang (Kmt), è stato rimosso dal proprio incarico nell'inusuale "voto di richiamo" tenutosi oggi sull'isola de facto indipendente dalla Cina.
Ribattezzata il "Grande Richiamo", l'iniziativa promossa da movimenti civici per espellere i deputati accusati di essere troppo vicini a Pechino, non ha raggiunto il quorum necessario nei collegi interessati. I risultati preliminari confermano che la maggioranza degli elettori ha votato "no", permettendo all'opposizione di mantenere una risicata maggioranza nel Parlamento di Taipei.
Il voto si è svolto in un contesto di forte polarizzazione politica, dopo mesi di scontro tra il governo del Partito Democratico Progressista (Dpp) del presidente William Lai, inviso a Pechino, e il blocco parlamentare guidato dal Kuomintang, accusato dai sostenitori del recall di ostacolare l'esecutivo e favorire l'influenza cinese.
Mentre Pechino ha criticato Lai accusandolo di "dittatura sotto le spoglie della democrazia", il Dpp ha progressivamente abbracciato l'iniziativa, sostenendo la necessità di "allinearsi al potere del popolo" per "proteggere la nazione". Un secondo turno di voto è previsto ad agosto per altri sette parlamentari.