Riforme urgenti dopo casi di espianti su pazienti non deceduti, sollecitate dal ministro RF Kennedy
Gli Stati Uniti stanno preparando nuove misure di sicurezza per le procedure di trapianti d'organo, in particolare per prevenire la terribile possibilità che gli espianti vengano attuati su pazienti non effettivamente deceduti. La riforma delle procedure è stata annunciata dal ministero della sanità e lo stesso ministro per la salute RF Kennedy ha sollecitato nuove supervisioni sui trapianti. La decisione è stata presa d'urgenza dopo che un'investigazione federale - resa nota pochi giorni fa al congresso Usa - ha svelato "preoccupanti modalità di interventi a rischio" promosse dall'associazione per la raccolta d'organi del Kentucky, 'Opo' (Organ procurement organization). Un caso appena 'sfiorato' era accaduto nel 2022 proprio in Kentucky, quando un medico si accorse che la persona già dichiarata morta, ed in procinto di essere sottoposta alla rimozione degli organi, era ancora in vita. L'uomo, ritenuto deceduto, si stava risvegliando da un'overdose. L'intervento fu cancellato all'ultimo momento. Da allora, molti americani si sono tolti dai registri per la donazione di organi. L'indagine appena conclusa ha citato la scoperta di un centinaio di casi "sospetti, di cui 73 presunti morti mostravano segni di attività neurologica non compatibili con procedure di espianto". "Dobbiamo intervenire subito e bene", ha detto il parlamentare del Kentucky, Brett Guthrie. Sinora, negli Stati Uniti, per procedere agli espianti bisognava che fosse dichiarata la morte cerebrale dei malati. Ma di recente sta diventando più comune basarsi sulla dichiarazione di decesso cardiocircolatorio, in particolare in casi disperati in cui i malati erano tenuti in vita artificialmente. Bisogna istruire ospedali, staff, medici e chirurghi a "comprendere chiaramente" quando un possibile espianto va rivalutato e lo stato del deceduto va controllato, hanno dichiarato gli esperti delle associazioni nazionali per le donazioni d'organo. Al momento, negli ospedali, c'è l'obbligo di attendere 5 minuti senza battito cardiaco, perché venga attestata la morte del paziente.