Proposto un governo di transizione guidato dagli Stati Uniti per stabilizzare Gaza, esclusi Hamas e Anp.
Se davvero il presidente americano intende far voltare pagina al conflitto israelo-palestinese, dopo decenni di vittime e fallimenti internazionali, sul terreno di Gaza deturpato dalle bombe sembra essere arrivato il momento di mettere la parola fine. Con tentativi, anche quelli creativi che non disturbano Donald Trump, per superare lo stallo letale in cui è finita la Striscia.
L'ultimo piano in ordine di tempo è emerso in un report di Reuters: Washington e Gerusalemme avrebbero discusso della possibilità che gli Usa guidino un'amministrazione temporanea a Gaza nel dopoguerra.
Le consultazioni 'ad alto livello' si sarebbero concentrate su un governo di transizione guidato da un funzionario statunitense che supervisionerà l'enclave finché non verrà completamente smilitarizzata e stabilizzata. Il governo ad interim si avvarrà del supporto di tecnocrati palestinesi, esclusi Hamas e l'Anp di Abu Mazen. Nel mentre le diplomazie lavoreranno alla nascita di un'amministrazione civile palestinese accettabile anche per i Paesi arabi. I colloqui per il momento sarebbero solo nella fase preliminare e non ci sarebbe nessuna indicazione sulla durata del nuovo progetto. Il piano è stato paragonato dalle fonti all'Autorità provvisoria della coalizione in Iraq nel 2003, istituita da Washington dopo l'invasione Usa che rovesciò Saddam Hussein. Il potere fu poi trasferito a un governo iracheno nel 2004 a causa di un'insurrezione di gruppi locali.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, consultato sul progetto, non ha fornito risposte. Ma è intervenuto personalmente sulle parole del presidente americano, secondo cui gli ostaggi ancora vivi a Gaza non sono più 24. "Diciamo con certezza che ci sono 21 ostaggi vivi. Ci sono dubbi su altri tre", ha confermato Netanyahu in un video pubblicato su Telegram, contraddicendo il delegato per il governo sugli ostaggi. Una parte dei rapiti potrebbe essere rilasciata a breve: sono in corso infatti trattative frenetiche per arrivare a una tregua nelle prossime ore, prima che Trump atterri in Medio Oriente, il 13 aprile. In cambio di una parte degli ostaggi, secondo la bozza dei mediatori, verranno aperti corridoi sicuri per la consegna di cibo e medicine alla popolazione di Gaza, dove non arrivano rifornimenti dal 2 marzo. L'Anp nel mentre ha dichiarato la Striscia 'zona di carestia' e ha chiesto l'intervento dell'Onu. L'Idf intanto ha lanciato diversi attacchi provocando, secondo il ministero della Salute di Hamas, 33 morti in un ristorante nel quartiere Rimal di Gaza city. Fonti mediche palestinesi hanno riferito che da mercoledì mattina i raid hanno ucciso 89 palestinesi.