Estero

La Coalizione dei Volenterosi si riunisce alla Nato con 30 Paesi partecipanti

Incertezze sul ruolo degli Stati Uniti mentre si pianificano strategie per sostenere l'Ucraina

10 aprile 2025
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Nuovo giro di giostra per la Coalizione dei volenterosi, che questa volta si è data appuntamento alla Nato per la prima riunione ‘allargata’ al livello dei ministri della Difesa. In tutto – stando alla Gran Bretagna, che presiede insieme alla Francia – hanno preso parte 30 Paesi.

"I nostri piani sono ben sviluppati, stiamo intensificando il nostro lavoro, siamo seri al riguardo e oggi lanciamo un chiaro messaggio al popolo ucraino e a Vladimir Putin: siamo con gli ucraini nella lotta e siamo al loro fianco nella pace", ha detto il ministro della Difesa britannico, John Healey, aprendo il vertice. Dietro le quinte, però, la situazione è molto più sfumata. E resta l'incognita degli Usa.

Gli Stati Uniti, infatti, non hanno ancora sciolto la riserva. Forniranno il loro sostegno ai volenterosi, condividendo almeno l'intelligence, i satelliti (sono gli unici ad avere gli occhi nello spazio 24 ore su 24) e altri mezzi definiti strategici? E se le cose andranno male sul campo per gli europei, saranno disposti ad assicurare l'ultima garanzia? Senza avere una risposta a queste domande è difficile capire cosa ne sarà della Coalizione. L'alto rappresentante Ue Kaja Kallas lo ha spiegato nero su bianco. "Dobbiamo chiarire quali sono i nostri obiettivi in Ucraina perché un conto è una missione di peacekeeping, un altro il monitoraggio o la deterrenza: i vari Paesi hanno sensibilità diverse su questo punto", ha dichiarato arrivando alla Nato. Londra e Parigi, dal canto loro, stanno lavorando a diverse ipotesi operative a seconda di quale opzione potrebbe prendere il sopravvento per "essere pronti" nel caso in cui i negoziati fra i russi e gli americani portassero frutti.

La Coalizione è prettamente a trazione europea, ma alla Nato c'erano anche, ad esempio, gli emissari di Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Il processo, come d'altra parte ha notato Healey incontrando un gruppo di testate internazionali "non è ancora concluso". I volenterosi ora "accelereranno" il processo di pianificazione su 4 punti, ovvero "la sicurezza in cielo, mare e terra" nonché "la rigenerazione" delle forze ucraine. Però ci sono alcune "incognite ben note" che non possono essere risolte sino a che non saranno "conclusi" i negoziati di pace fra russi e americani. E si torna al punto di partenza: Washington.

"Gli Stati Uniti – confida una fonte alleata – non hanno ancora preso una decisione sul cosiddetto backstop, la speranza è ancora quella di convincere Trump, perché attualmente gli Usa sono l'unico attore che può causare un danno immediato e significativo alla Russia se e quando violerà il cessate il fuoco". La questione più delicata in discussione, infatti, è come la Coalizione dovrebbe rispondere se le cose si dovessero mettere male. "Gli Usa – ha chiosato Healey – si stanno assumendo la responsabilità di negoziare la pace e in questo senso avranno una certa responsabilità, e un ruolo, nel garantirla a lungo termine. Ciò che la Coalizione può fare è rafforzare la capacità di mettere in atto non solo una pace negoziata ma anche una pace duratura".