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Khamenei grazia Karroubi, leader del Movimento Verde

Più volte candidato presidenziale e a capo delle proteste del 2009. Si trovava ai domiciliari dal 2011

Karroubi in uno scatto del 2009
(Keystone)
12 febbraio 2025
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Qualcosa sembra muoversi nel panorama politico in Iran: la Guida suprema Ali Khamenei ha ufficialmente concesso la grazia all'hojatoleslam – titolo onorifico di religiosi dell'Islam sciita – Mehdi Karroubi, più volte candidato presidenziale e leader di spicco delle proteste del 2009 conosciute come Movimento Verde, agli arresti domiciliari sin dal 2011.

È una buona notizia per tutti coloro che in Iran chiedono riforme anche se, al tempo stesso, Khamenei ha con la solita retorica definito "necessario" un ulteriore sviluppo del settore della difesa iraniano, respingendo in modo sprezzante "le stupide minacce che vengono ripetutamente fatte in questi giorni all'Iran dai suoi nemici".

Due giornaliste graziate

La grazia a Karroubi segue di poche ore quella concessa a due giornaliste, Niloufar Hamedi ed Elaheh Mohammadi, arrestate durante le proteste del 2022 per aver pubblicato rapporti e foto sulla morte di Mahsa Amini sotto custodia di polizia, e da allora rinchiuse nel famigerato carcere di Evin, nel Nord di Teheran.

Nei giorni scorsi, inoltre, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha affermato che l'Iran è pronto a negoziare con gli Stati Uniti, ma non sotto la strategia della "massima pressione" del presidente americano Donald Trump, "perché non sarebbe un negoziato, ma una forma di resa". E ancora, sempre Araghchi ha sottolineato di recente l'importanza della continuazione del dialogo religioso e delle consultazioni con il Vaticano, dopo una conversazione telefonica con il segretario per i rapporti con gli Stati della Santa sede, Paul Richard Gallagher.

KeystoneKarroubi ha 86 anni

Ora arriva anche la grazia a Karroubi, che era stata richiesta da molto tempo e caldeggiata poco dopo la sua elezione persino dal presidente Masoud Pezeshkian, dopo che il suo predecessore moderato Hassan Rouhani non era riuscito a mantenere la promessa elettorale di garantirne il rilascio.

Una carriera di spicco

Karroubi, già presidente del parlamento, leader del Movimento Verde assieme a Mir Hossein Mousavi, a sua volta da molti anni agli arresti domiciliari, contestò pubblicamente i risultati delle elezioni presidenziali del 2009, a cui entrambi si erano candidati. Karroubi e Mousavi affermarono che quelle elezioni, che assicurarono un secondo mandato all'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, erano state truccate e che Ahmadinejad non era il vero vincitore. Dichiarazioni che contribuirono ad innescare proteste di massa in tutto il Paese, che vennero brutalmente represse dalle forze di sicurezza causando la morte di decine di manifestanti.

Da allora Karroubi, che oggi ha 86 anni, è rimasto agli arresti e ancora di recente ha fatto sapere che non desidera essere liberato senza Mousavi, che ha 83 anni ed è stato primo ministro dal 1981 al 1989. "Mir Hossein Mousavi e io siamo stati arrestati contemporaneamente e se un giorno la detenzione verrà revocata, dovrà essere revocata per entrambi. Spero che ciò avvenga presto, ma insieme", aveva detto l'estate scorsa alla stampa iraniana suo figlio Hossein Karroubi, riferendo le parole del padre. Resta dunque da vedere se la Guida suprema Ali Khamenei vorrà ora proseguire su questa linea concedendo anche a Mousavi la grazia, lanciando un ulteriore segnale di distensione.