16.06.2022 - 16:44

Si spaccia per brasiliano: spia russa tenta di entrare all’Aja

L’uomo è stato intercettato dai servizi segreti olandesi mentre cercava di accedere alla sede della Corte penale internazionale

Ats, a cura de laRegione
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Keystone
L’aula dell’Aja

I servizi segreti olandesi hanno impedito a una spia russa di accedere alla sede della Corte penale internazionale (Cpi). Lo rendono noto in un comunicato.

La spia russa, per accedere alla Corte penale internazionale, che sta indagando sui crimini di guerra in Ucraina, si è spacciata per uno stagista. L’uomo ha usato un’identità di copertura brasiliana ma è stato smascherato come membro dell’intelligence militare russa del Gru (Direttorato principale per l’informazione, servizio informazioni delle Forze armate russe che dipende dallo Stato maggiore), ha riferito in una nota l’Aivd (Servizio di intelligence e sicurezza generale olandese).

Il suo nome, secondo l’Aivd, è Sergey Vladimirovich Cherkasov, 36 anni, ma ha detto di chiamarsi Viktor Muller Ferreira, di avere 33 anni e di essere un cittadino brasiliano.

"L’Aivd ha impedito a un ufficiale dell’intelligence russa di ottenere l’accesso come stagista alla Corte penale internazionale dell’Aja"."La persona in questione lavora per il servizio di intelligence militare russo Gru, ma ha usato un’identità di copertura brasiliana per viaggiare dal Brasile ai Paesi Bassi".

L’accesso riservato alla Cpi sarebbe "molto prezioso per i servizi di intelligence russi" poiché la Corte si sta occupando sia dell’Ucraina sia della guerra russa in Georgia nel 2008.

La spia "avrebbe dovuto iniziare uno stage con la Cpi, il che significa che avrebbe avuto accesso all’edificio e ai sistemi della Cpi", ha affermato l’Aivd, sottolineando che se avesse avuto successo, "avrebbe potuto raccogliere informazioni, reclutare fonti e organizzare l’accesso ai sistemi digitali della Cpi", ha aggiunto. "Avrebbe anche potuto influenzare i procedimenti penali della Cpi".

L’agenzia olandese ha affermato di "ritenerlo una minaccia per la sicurezza nazionale" e ha allertato i servizi di immigrazione prima del suo arrivo. "Per questi motivi, all’ufficiale dell’intelligence è stato rifiutato l’ingresso nei Paesi Bassi ad aprile e dichiarato persona non grata".

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