l-ambiguita-degli-stati-uniti-sui-criminali-di-guerra
Il simbolo della Corte penale internazionale (Keystone)
+2
ULTIME NOTIZIE Estero
Estero
9 ore

Mosca chiude Nord Stream, l’Ue prepara un piano d’emergenza gas

Gasdotto fermo dieci giorni per ‘lavori’. Bruxelles studia stop a oro russo e accusa: ‘Taglio deliberato’
Estero
10 ore

In Texas crociata anti-gay, allarme di Biden sui diritti

Lo Stato conservatore al centro della battaglia antiabortista pronto a una legge contro la sodomia
Estero
11 ore

Iscritta all’università da 18 anni, padre non vuole più pagare

Accolta la richiesta dell’uomo che dal 2006 dà alla figlia 300 euro al mese di assegno di mantenimento. La donna afferma di soffrire di depressione.
Estero
12 ore

La Cassazione conferma la condanna di 7 anni a Coppola

L’immobiliarista romano era latitante in Svizzera. Era stato accusato di bancarotta fraudolenta.
Confine
14 ore

Como, 38enne si impicca al Bassone

Un detenuto italiano si è tolto la vita in carcere. Il segretario provinciale Ulipa penitenziari: ‘È una chiara sconfitta per lo Stato’
Estero
14 ore

‘Il cioccolato con la salmonella non è arrivato nei negozi’

Lo indica la stessa Barry Callebaut sulla base di indagini interne. La multinazionale aveva individuato il batterio in un lotto di uno stabilimento belga.
Estero
15 ore

Dal 16 gennaio bisognerà pagare per visitare Venezia

L’assessore al bilancio: ‘La città resterà sempre aperta. Quando sarà superata una certa soglia di presenze il contributo sarà più alto’
Confine
17 ore

Centovallina, traffico internazionale bloccato

In servizio alcuni bus sostitutivi. I treni regionali svizzeri circolano normalmente, come pure quelli tra Domodossola e Re.
Gran Bretagna
21 ore

Ubriaco, palpa uomini in un club: membro del governo si dimette

Nuove grane per Boris Johnson: stavolta al centro di uno scandalo a sfondo sessuale è il vicecapogruppo del Partito Conservatore alla Camera dei Comuni
Estero
1 gior

Congo, Patrice Lumumba seppellito dopo sessant’anni

Nel giorno dell’anniversario dell’indipendenza dello Stato africano, il feretro del leader separatista assassinato nel 1961 è stato deposto a Kinshsa
stati uniti
1 gior

Paradosso Dem: finanziano i trumpiani per vincere alle Midterm

Strategia adottata perché considerati avversari troppo estremisti e quindi ‘più vulnerabili’. Il Washington Post: ‘Strategia pericolosa per la democrazia’
Estero
1 gior

Alta tensione in India per il sarto hindù sgozzato

Dilaga sui social hashtag ‘Hindu Lives matter’. Ora si temono vendette
la guerra in ucraina
1 gior

Liberata l’Isola dei Serpenti. Zelensky scrive a Putin

I russi si ritirano, Kiev esulta. Usa: ‘Allarme armi nucleari’. E la Cina attacca la Nato
stati uniti
1 gior

La Corte Suprema Usa piccona anche la lotta per il clima

La Casa Bianca: ‘Decisione devastante per l’ambiente’
Estero
1 gior

Morto Sonny Barger, fondatore degli Hells Angels

Aveva 83 anni ed era malato di cancro. Negli Stati Uniti il club di motociclisti è giudicato un’organizzazione criminale
Estero
1 gior

Spesa record per la famiglia reale, imbarazzo in tempo di crisi

I costi pubblici per il mantenimento di casa Windsor sono schizzati per la prima volta oltre la soglia dei 100 milioni di sterline.
Estero
1 gior

Coronavirus, impennata di casi a livello mondiale

Secondo l’ultimo bollettino dell’Organizzazione mondiale della sanità, il picco maggiore lo si è registrato nel Mediterraneo orientale (+47%)
Estero
1 gior

‘In Italia sarà un’estate senza restrizioni Covid’

Lo afferma il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che non pensa verranno introdotte nuove misure.
Confine
1 gior

Como, via i posteggi per assessori e consiglieri comunali

È stato il primo atto del sindaco Rapinese. Gli stalli sono ora riservati ai cittadini che si presentano in Municipio per sbrigare pratiche.
Belgio
1 gior

Salmonella nel cioccolato: stop alla produzione a Wieze

Lo annuncia il colosso della lavorazione di cacao Barry Callebaut. Sospesa anche la vendita di prodotti finiti
Stati Uniti
1 gior

Cento milioni di vaccini in vista dell’autunno

Coronavirus, gli Stati Uniti giocano d’anticipo e fanno ‘spesa’. Il contratto include dosi per adulti e dosi per bambini
Ucraina
1 gior

L’Aiea perde nuovamente il contatto con Zaporizhzhya

Saltata la connessione remota con i sistemi di sorveglianza della centrale nucleare. Grossi: ‘Ancora più necessaria una visita alla struttura’
Estero
2 gior

Stragi di Parigi, Salah Abdeslam condannato all’ergastolo

Per l’unico superstite dei commando kamikaze autori delle stragi jihadiste del 2015 nessuna possibilità di riduzioni né di sconti di pena
Estero
2 gior

Usa, Trump nei guai dopo rivelazioni su assalto Capitol Hill

L’assistente dell’ex chief of staff lo ha accusato di aver istigato i suoi fan a marciare per ribaltare il voto pur sapendo che alcuni erano armati
Estero
2 gior

Israele: Bennett non parteciperà a prossime elezioni

Il leader di Yamina ha spiegato che resterà ‘per quanto sarà necessario’ premier alternato a fianco dell’attuale ministro degli esteri Yair Lapid
Estero
2 gior

Finlandia e Svezia nella Nato: avviata la procedura

Durante il vertice in corso a Madrid è stato inoltre deciso un nuovo concetto strategico per l’alleanza militare
Confine
2 gior

Parcheggio stazione unica a Camerlata, lo scandalo prosegue

Promessa da mesi l’apertura, ma l’area di sosta si fa ancora attendere. Ora la nuova scadenza annunciata parla di luglio
Estero
2 gior

Biden annuncia più forze Usa in Europa

Il presidente degli Stati Uniti lo ha comunicato oggi aprendo il summit Nato a Madrid
Estero
2 gior

Johnson: ‘Se Putin fosse donna non avrebbe attaccato l’Ucraina’

Il primo ministro britannico ha descritto la guerra come un ‘perfetto esempio di mascolinità tossica’
Confine
2 gior

Rissa al carcere Bassone, un detenuto in gravissime condizioni

È accaduto nella tarda mattinata di ieri. Il 28enne è già stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico
Estero
2 gior

Ue, accordo raggiunto: stop a motori a combustione entro il 2035

Se le misure verranno confermate, non potranno essere venduti auto e furgoni nuovi a benzina e diesel
Italia
3 gior

In barba alla pandemia, il vino italiano va a gonfie vele

Il valore dell’imbottigliato nella vicina Penisola sfiora i 10 miliardi di euro, con vendite in crescita del 12%
29.03.2022 - 18:36
Aggiornamento: 19:06
di Dario Saltari

L’ambiguità degli Stati Uniti sui criminali di guerra

Dalla Casa Bianca accuse dirette a Putin, ma anche tanto ostruzionismo e una doppia morale applicata alla Corte penale internazionale dell’Aja

L’umanissima urgenza di mettere fine alle atrocità che una guerra comporta è una dei sentimenti che più spinge una società a entrare in un conflitto. Lo fa portando anche le persone più lontane a informarsi, a fare qualcosa per chi è vittima di quella guerra, e in definitiva a chiedere a chi di dovere di fare qualcosa per mettere fine a quell’orrore. Lo è sempre più da diversi anni, in primo luogo perché vediamo sempre di più delle guerre che ci circondano sulle nostre televisioni, anzi, ormai sarebbe meglio dire sui nostri smartphone.

"The Ukraine invasion is the most online war of all time until the next one" ("L’invasione dell’Ucraina è la più grande guerra online di tutti i tempi fino alla prossima"), ha detto Ryan Broderick nel podcast The Content Mines, e penso che tutti possano concordare ricordando un video o una foto di un’esplosione o peggio capitata per caso scrollando uno dei nostri social network. Sono quel tipo di immagini che in maniera spontanea ci spingono a chiederci: cosa si può fare per mettere fine a tutto questo? Era stato così per la guerra in Siria, poi un pochino di più per quella in Libia, e ancora di più per una delle molte recrudescenze del conflitto israelo-palestinese, e adesso l’asticella è stata alzata ulteriormente per l’invasione russa dell’Ucraina, solo per prendere alcuni dei conflitti che più ci hanno interessato negli ultimi anni.


Diplomazie, Ginevra 16-6-2021 (Keystone)

L’altra ragione è che silenziosamente – perché non è un argomento che smuove particolarmente i media di nessun Paese – l’evoluzione del diritto internazionale e in particolare di quello penale va avanti, con nuovi casi e nuovi trattati che lentamente si posano sul fondo della storia solidificando le norme che permettono, magari a distanza di anni, di giudicare un criminale di guerra. Certo, la loro applicazione effettiva è resa molto complessa dagli interessi contrapposti che attraversano quella galassia strana che chiamiamo "comunità internazionale" (ci torniamo più avanti), e troppi crimini rimangono impuniti e lo saranno per ancora molto tempo, ma l’idea rivoluzionaria che persino in guerra ci siano dei limiti che non possono essere sorpassati è sempre più forte ogni giorno che passa.

Le parole di Biden

Qualche giorno fa il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha chiamato esplicitamente Vladimir Putin "un criminale di guerra", dopo che il Senato statunitense e la sua vice, Kamala Harris, in visita in Polonia, aveva esplicitamente chiesto che si aprisse un’indagine internazionale sui crimini di guerra commessi in Ucraina. Allo stesso modo, anche l’ambasciatrice di Washington alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, aveva dichiarato che alcune delle cose che stava facendo l’esercito russo in Ucraina nelle ultime settimane costituissero crimini di guerra.

Il governo statunitense è stato insomma chiaro nel tracciare la sua linea rossa seguendo i limiti fissati dal diritto internazionale, senza però promettere il suo coinvolgimento militare nel conflitto nel caso in cui venisse sorpassata, come invece aveva fatto in passato, per esempio con l’amministrazione Obama, che aveva promesso di entrare nella guerra in Siria se fossero state utilizzate armi chimiche, o quella Clinton, dopo le atrocità commesse dalla Serbia in Kosovo.

Biden, che pure ha approvato pacchetti di aiuti militari all’Ucraina, ha invece solo affermato che "il mondo è unito nella nostra determinazione di far pagare a Putin un prezzo molto alto", che dopo averlo chiamato criminale di guerra sembrava proprio un modo per dire che l’obiettivo finale fosse quello di portarlo all’Aja, dove si trova la Corte penale internazionale, il cui scopo è quello di giudicare i criminali di guerra.


Biden e Putin a Ginevra il 16 giugno dello scorso anno (Keystone)

Un tribunale sui generis

La Corte penale internazionale, però, non assomiglia a nessun altro tribunale. Il suo statuto/trattato, che ne regola il funzionamento e stabilisce i crimini sui quali ha giurisdizione, si applica solo nei territori e/o nei confronti dei cittadini dei Paesi che liberamente decidono di aderire, e questo è già un problema in quest’ultima guerra, dato che né l’Ucraina né la Russia lo hanno mai ratificato (in realtà la Russia ha addirittura ritirato la sua firma). Inoltre, la Corte si riserva di intervenire solo nei casi in cui le autorità nazionali del Paese dove i crimini sono stati commessi non hanno la capacità o la volontà di intervenire per conto proprio.

Insomma, la Corte Penale Internazionale per funzionare ha bisogno che più Paesi possibile credano fermamente nella sua funzione: al loro interno, perseguendo i crimini commessi dai loro cittadini o sul loro territorio, e al loro "esterno", consegnando chi li ha commessi alla Corte nel caso in cui fosse necessario. In attesa che la guerra in Ucraina finisca, Biden, se vuole portare Putin all’Aja, potrebbe dare il proprio contributo da questo punto di vista.

La doppia morale

Gli Stati Uniti, come la Russia, sono infatti uno dei Paesi che ha ritirato la propria firma sullo statuto/trattato su cui si fonda la Cpi, e nonostante abbiano svolto un ruolo significativo alla sua nascita, hanno una lunga storia di ostilità nei suoi confronti. Iniziò l’amministrazione di George W. Bush che, con l’aiuto del Congresso, nel 2002 approvò una legge che autorizzava il presidente degli Stati Uniti a utilizzare "tutti i mezzi necessari" per liberare ogni cittadino americano che fosse stato detenuto su richiesta della Corte penale internazionale.

La stessa legge vietava di fornire aiuto militare ai Paesi non alleati che avessero ratificato il suo statuto o a quelli che non avessero firmato con Washington un accordo che promettesse l’immunità ai cittadini statunitensi sul loro suolo nei confronti della giurisdizione della Corte (tra questi ci sono ancora oggi alcuni Paesi europei che ne hanno firmato lo statuto, come la Romania).


Una protesta pro-Ucraina davanti alla Cpi all’Aja (Keystone)

Le cose sono leggermente migliorate con l’amministrazione Obama, che per lo meno ha fatto tornare gli Stati Uniti tra i membri osservatori della Corte, ma poi sono precipitate di nuovo con quella Trump, forse la più aggressiva. Il precedente governo repubblicano, di fronte alla decisione della Corte di aprire un’indagine sui presunti crimini internazionali commessi dall’esercito statunitense in Afghanistan, ha deciso nell’estate del 2020 di imporre alcune sanzioni economiche nei confronti di due suoi importanti funzionari, tra cui l’allora procuratore capo della Corte, Fatou Bensouda.

La mossa aveva addirittura un retrogusto razzista, dato che vennero sanzionati solo i funzionari africani dell’Ufficio del Procuratore capo (Bensouda è gambiana), e aveva il chiaro intento di ostacolare l’attività della Corte, che nel frattempo aveva avviato una sua indagine anche sui possibili crimini internazionali commessi dall’esercito israeliano nei territori palestinesi.

Quasi esattamente un anno fa l’amministrazione Biden ha rimosso queste sanzioni, definendole "inappropriate e inefficaci", ribadendo però le ragioni che le sostenevano. È stato in particolare il Segretario di Stato statunitense Antony Blinken a dichiarare che, nonostante la rimozione delle sanzioni, gli Stati Uniti continuano a "disapprovare fortemente" le indagini della Corte riguardo l’Afghanistan e i territori palestinesi.


Fatou Bensouda, procuratore capo della Cpi dal 2012 al giugno 2021 (Keystone)

Il caso Raslan

Gli Stati Uniti, insomma, non sembrano ancora credere nella funzione della Corte, rinunciando alla leadership morale che a parole continuano ad arrogarsi. Il diritto internazionale, d’altra parte, si basa sull’idea semplice ma non scontata che non può esserci pace senza giustizia, e a livello globale questo principio ha senso solo se la giustizia è garantita a tutti. Per fortuna i Paesi che fanno la loro parte esistono e non sono eccezioni da poco.

Proprio poche settimane fa, una corte tedesca, sfruttando il principio della giurisdizione universale secondo cui alcuni crimini sono così gravi da dover imporre a qualsiasi Paese di perseguirli, è riuscita a condannare all’ergastolo uno degli ex membri dell’intelligence del regime di Assad. Anwar Raslan, così si chiama, era stato accusato di essere stato a capo di una delle più terribili prigioni di Damasco, al-Khatib, dove sono stati documentati diversi crimini contro l’umanità come l’uso sistematico della tortura e degli abusi sessuali nei confronti di migliaia di prigionieri.

È un caso che è durato anni e che ha coinvolto il lavoro di decine di organizzazioni e avvocati, e che è stato favorito dalla diserzione dello stesso Raslan e dalla sua decisione di chiedere asilo in Germania nel 2014. Ma che alla fine ha portato a casa un risultato non da poco se pensiamo che rimane ancora oggi l’unico caso di processo contro un ex membro del governo di Assad (e continuerà ad esserlo se la Germania continuerà a rimanere isolata su questo fronte).


Il siriano Anwar Raslan a processo a Coblenza (Keystone)

Non c’è pace senza giustizia

Qualche giorno fa l’ufficio federale tedesco di pubblica accusa, a Karlsruhe, ha annunciato di aver avviato una sua indagine sui possibili crimini internazionali che vengono e verranno perpetrati in Ucraina. Non ci sono ancora dei sospettati, ma rimane un primo passo necessario per raccogliere prove e documentazioni che potrebbe tornare utili in futuro: l’idea è di utilizzare quello stesso principio di giurisdizione universale che ha già funzionato con successo con i crimini commessi dalla Siria, dato che la Corte penale internazionale difficilmente potrà intervenire. Con il regime di Assad era stato il potere di veto di Russia e Cina nel Consiglio di sicurezza dell’Onu a impedire alla Corte di estendere la sua giurisdizione anche al Paese mediorientale (a sua volta fuori dal suo statuto), e lo stesso probabilmente avverrà anche con l’Ucraina. Di fronte alla loro opposizione, gli Stati Uniti potrebbero intanto smettere di minare la legittimità della giustizia internazionale, se davvero ci tengono.

Nel frattempo l’indagine tedesca andrà avanti, e chissà magari un giorno porterà a qualcosa. Può sembrare poco adesso, e di sicuro lo è di fronte alle atrocità che vediamo ormai ogni giorno accadere in Ucraina, ma è una delle poche cose che abbiamo per provare a risarcire le vittime di chi quei crimini li sta subendo adesso. Non è solo pietà umana per chi soffre, ma anche l’unico modo per mettere fine definitivamente alla guerra una volta che a Kiev si sarà smesso di sparare.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved