ULTIME NOTIZIE Estero
siria
11 min

Ucciso il capo dell’Isis, già annunciato un nuovo Califfo

Abu al-Hassan ‘morto in combattimento’, mistero sul quarto leader
Confine
3 ore

Benzina, lo sconto in Italia cala ma il prezzo resta migliore

In provincia di Como non sono preoccupati: ‘Rimaniamo molto più competitivi che in Ticino, per un pieno da noi si risparmieranno una decina di euro’
Spagna
4 ore

Bomba-carta all’ambasciata ucraina a Madrid, un ferito

La persona coinvolta nell’episodio ha ricevuto assistenza sanitaria, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Aperta un’indagine sull’accaduto
Italia
8 ore

Cambia il decreto rave, escluse le manifestazioni

Non muta invece la pena, che resta da 3 a 6 anni, come restano possibili le intercettazioni, circoscritte alle indagini sull’organizzazione dell’evento
Estero
12 ore

È morto l’ex presidente cinese Jiang Zemin

Aveva 96 anni ed era malato di leucemia. Guidò la Cina dalla fine degli anni Ottanta verso il nuovo millennio
Video
Italia
14 ore

Frana a Ischia: la vignetta dello scandalo

Intanto è spuntato nelle ultime ore un video che riprende il momento esatto del tragico scoscendimento
Tunisia
14 ore

Scoop terroristico senza rivelare fonti: giornalista condannato

All’agente delle forze dell’ordine, che è stato la ‘talpa’ del servizio mandato in onda su una radio, tre anni di reclusione
Confine
15 ore

Sequestrati a Ronago otto orologi per un valore di 350mila euro

I sette Rolex e un Patek Philippe erano a bordo di un’auto in entrata in Italia dalla Svizzera. Denunciate due persone.
Estero
1 gior

Kiev e la diplomazia ripiombano nel buio

Un’altra giornata di guerra, un’altra giornata di speranze deluse e provocazioni. Intanto l’Alleanza atlantica rilancia il suo impegno
27.04.2022 - 18:52

L’odissea di Aung San Suu Kyi, altri cinque anni di prigione

Processo farsa per corruzione contro la ex leader birmana. La attendono altri dieci dibattimenti con accuse simili

di Alessandro Ursic, Ansa
l-odissea-di-aung-san-suu-kyi-altri-cinque-anni-di-prigione
Keystone
Aung San Suu Kyi fu insignita del Premio Nobel per la pace nel 1991

Cinque anni di prigionia che si aggiungono ai sei di precedenti condanne, e che saranno seguiti da chissà quanti altri: Aung San Suu Kyi è stata giudicata oggi colpevole di corruzione, nell’ultimo episodio di una farsesca odissea giudiziaria iniziata dopo il colpo di stato che la rimosse dal potere nel febbraio 2021. L’obiettivo della giunta militare di eliminare politicamente la leader amata dalla popolazione è ormai evidente. E visto il cumulo di processi all’orizzonte, con reazioni internazionali ormai sopite, è anche chiaro che la strategia sta funzionando.

Suu Kyi (76 anni) è stata condannata per corruzione per aver accettato una tangente di 600mila dollari e oltre 11 chili d’oro da un alto funzionario che in passato era un suo fedelissimo e che poi è diventato il suo accusatore. Come tutti i procedimenti penali che la coinvolgono, il processo si è svolto a porte chiuse, e i pochi partecipanti sono tenuti a non divulgare informazioni. Suu Kyi ha definito l’accusa "assurda", ma dovrà prepararsi a rispondere ad altri dieci processi per corruzione, che insieme agli altri capi di imputazione potrebbero costarle una pena totale di circa 190 anni. L’ex leader di fatto del governo per cinque anni è già stata condannata per aver sobillato la popolazione, violato le norme di emergenza per il coronavirus, e importato illegalmente alcuni walkie talkie.

Nessuno l’ha vista in pubblico dal giorno del golpe, e i militari non hanno mai rivelato dove la tengono prigioniera. La giunta militare, che insiste nel sostenere che Suu Kyi sta ricevendo un giusto processo da tribunali indipendenti, ha di fatto eliminato dalla scena la sua nemesi, colpevole di fatto di averli oscurati nella "transizione verso la democrazia" come i generali l’avevano pianificata. Dopo un golpe motivato ufficialmente dai presunti brogli elettorali con cui la "Lega nazionale per la democrazia" (Nld) di Suu Kyi si riconfermò al potere dopo cinque anni di governo, i militari rassicurano di voler indire nuove elezioni il prossimo anno. Ma è chiaro che senza Suu Kyi, e con chissà quali restrizioni al suo partito e ad altri movimenti democratici, le elezioni rischiano di essere un semplice paravento per la volontà del generale golpista Min Aung Hlaing di rimanere al potere, in un Paese dove già la Costituzione imposta dai militari oltre un decennio fa assicura loro un quarto dei seggi in Parlamento.

La popolazione birmana si è ribellata al colpo di stato con sorprendente energia, e si calcola che almeno 1’800 dissidenti siano stati uccisi, con altri 13’400 arrestati. Oltre a proteste nelle città, la resistenza si è organizzata nelle campagne, anche unendosi a diverse milizie etniche attive in lotta con il governo centrale da decenni. Ma l’esercito, senza mostrare nessuna disponibilità al compromesso, ha semplicemente aspettato che il dissenso di una popolazione stremata, tra Covid e crisi economica, perdesse l’inerzia. E con la comunità internazionale ormai focalizzata su una guerra in Europa e venti di recessione, anche lo sdegno verso gli eventi in Birmania si è annacquato.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved