La mozione per deferirlo al Privileges Committee è stata respinta 335 a 223; 53 deputati non hanno partecipato al voto e una registrazione privata aggrava la crisi
Il premier laburista Keir Starmer ha subito ieri sera, alla Camera dei Comuni, una delle maggiori rivolte interne da quando è alla guida del governo britannico. Anche se è sfuggito a un'inchiesta parlamentare sullo scandalo di Peter Mandelson, 15 deputati della maggioranza, soprattutto dell'ala sinistra, hanno votato in favore della mozione presentata dalle opposizioni per deferirlo al Privileges Committee, organo bipartisan di sorveglianza che avrebbe dovuto accertare se Starmer abbia fuorviato il Parlamento, e quindi mentito, sulla nomina dell'ex eminenza grigia del New Labour ad ambasciatore negli Usa.
Altri 53 deputati laburisti non hanno partecipato al voto, malgrado gli ordini di scuderia imposti da Downing Street, tra cui l'ex ministra dei Trasporti Louise Haigh e Jonathan Brash, che aveva chiesto di recente le dimissioni del premier.
Quanto è accaduto ai Comuni sulla mozione, respinta per 335 voti contro 223, ha evidenziato un "enorme" malcontento, come sottolineano i media, nei confronti di sir Keir, la cui posizione di premier è sempre più precaria, a fronte anche della crisi di consensi e dei sondaggi allarmanti in vista delle elezioni amministrative del 7 maggio.
Nel tentativo di scongiurare una sfida alla sua leadership, Starmer, secondo il Daily Telegraph, ha offerto in privato a una sua potenziale sfidante, Angela Rayner, un ritorno all'interno del governo dopo che l'esponente della cosiddetta 'soft left' era stata costretta nei mesi scorsi a dimettersi da vicepremier (e numero 2 del Labour) per la vicenda (minore) di una sospetta elusione fiscale sull'acquisto di una casa.
L'incertezza del futuro politico di Starmer è ormai così conclamata che anche Christian Turner, sostituto di Mandelson nel ruolo di ambasciatore negli Usa, ha parlato di un premier "in bilico" e "con le spalle al muro", in quanto i suoi deputati sarebbero pronti a estrometterlo dopo le elezioni locali, nella registrazione di una conversazione privata risalente a febbraio e trapelata ieri sui media. La registrazione ha scatenato una bufera per le parole di Turner sul presunto declino dello storico legame 'speciale' tra Londra e Washington, proprio mentre è in corso la visita di re Carlo negli Usa.