11.03.2022 - 10:39
Aggiornamento: 18:35

Facebook toglie la censura ai post violenti contro la Russia

In molti Paesi dell’Est non saranno bloccati contenuti violenti contro l’esercito invasore. Non ammesso l’incitare alla violenza contro civili russi

Ats, a cura de laRegione
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Keystone

Cambio di strategia per Meta che permetterà agli iscritti di Facebook e Instagram in alcuni Paesi di postare contenuti contro l’esercito russo che ha invaso l’Ucraina. I post che incitano all’uccisione degli invasori e i loro capi saranno permessi in Armenia, Azerbaigian, Estonia, Georgia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia e Ucraina. Lo afferma Reuters, attraverso una serie di documenti diffusi nelle ultime ore.

In risposta a ciò, l’ambasciata della Russia negli Stati Uniti ha chiesto a Washington di porre un freno alle "attività estremiste" del gruppo di Zuckerberg.

"Chiediamo alle autorità di fermare le attività estremiste di Meta e prendere misure per portare i responsabili di fronte alla giustizia" si legge in un tweet pubblicato dal profilo dell’ambasciata. Meta, riporta Reuters, avrebbe deciso di allentare anche la censura sui post che invocano la morte per i presidenti russo Vladimir Putin e bielorusso Alexander Lukashenko.

"A seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, abbiamo temporaneamente concesso forme di espressione politica che normalmente violerebbero le nostre regole. Ad esempio, post violenti come l’invocare la ‘morte agli invasori russi’. Non consentiremo nulla che riguardi la promozione della violenza contro i civili russi" ha affermato un portavoce di Meta in una nota. In alcune email interne, Meta avrebbe consentito l’elogio del battaglione ucraino di destra Azov, che normalmente è proibito, in un cambiamento riportato per la prima volta dal sito The Intercept. Il portavoce di Meta, Joe Osborne, aveva confermato l’eccezione "rigorosamente nel solo contesto della difesa dell’Ucraina".

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