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08.02.2022 - 14:35
Aggiornamento: 14:56

Blitz antiterroristico in Belgio: fermate tredici persone

Imponente operazione di polizia per le vie di Anversa. Nel mirino un gruppo ‘vicino al movimento jihadista salafita’

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Keystone
L’arresto di Salah Abdeslam

Tredici persone sono finite in manette in Belgio nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria volta a sradicare potenziali cellule terroristiche. E con particolare riferimento allo «sviluppo» di un gruppo di Anversa vicino al «movimento jihadista salafita». I tredici arresti, effettuati nel corso di altrettante perquisizioni nella zona nord di Anversa, hanno lo scopo di «identificare meglio le attività» di questo gruppo potenzialmente pericoloso, spiega l’ufficio del procuratore federale, che ha coordinato l’inchiesta. Non sono tuttavia stati forniti dettagli sulle attività sospette che hanno portato al blitz. L’operazione, che si è svolta «senza incidenti» e ha mobilitato circa cento agenti della polizia giudiziaria federale, rientrava nell’ambito di un’indagine aperta diversi mesi fa da un giudice istruttore antiterrorismo di Anversa.

I 13 uomini arrestati dovranno comparire entro le prossime 48 ore davanti al giudice incaricato di decidere se prolungarne la detenzione o rimetterli in libertà.

Una base nelle retrovie

Già in passato Bruxelles e Anversa erano state usate dalle cellule jihadiste internazionali come basi ‘posteriori’. Anversa lo era stata per il gruppo Sharia4Belgium, che fin dalla sua creazione nel 2010, sosteneva il jihad, e diversi dei suoi membri erano pure andati a combattere in Siria. Nel 2015, il suo ex leader, Fouad Belkacem, di origine marocchina, era stato condannato in Belgio a 12 anni di prigione (e nel 2018 gli era stata revocata la cittadinanza belga). Sharia4Belgium nel frattempo è stato sciolto, ma la giustizia locale teme che possa ancora essere una fonte di ispirazione per certi islamisti.

All’indomani degli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015 (130 morti), il Belgio – in particolare Molenbeek, nella regione di Bruxelles – era stato indicato come la base posteriore del jihadismo internazionale. Dall’indagine era subito emerso che molti degli attentatori erano di Molenbeek, e che gli attacchi erano stati ampiamente preparati sul territorio belga. Pochi giorni dopo l’arresto di Salah Abdeslam, l’unico membro superstite del commando di Parigi (dove è attualmente sotto processo) a Bruxelles, il Belgio stesso si era ritrovato nel bersaglio degli attacchi terroristici.

Il 22 marzo 2016, la capitale belga era stata colpita da un doppio attacco rivendicato anche dall’organizzazione Stato islamico. Agendo in fretta e furia, gli attentatori suicidi della stessa cellula jihadista che aveva attaccato Parigi si erano fatti esplodere all’aeroporto di Zaventem e nella metropolitana, uccidendo 32 persone e ferendone oltre 340.

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