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24.01.2022 - 13:59
Aggiornamento : 14:21

Cure alternative date per telefono, il paziente muore: arrestato

Il medico, noto no-vax già a rischio radiazione dall’Ordine dei Medici, consigliava intrugli a un paziente con gravi patologie invece che il ricovero

Ats, a cura de laRegione

Ha prescritto cure alternative a un paziente residente in Campania, seguito solo telefonicamente, che poi è morto. Per questo un medico di Teramo, conosciuto come no-vax, è stato arrestato e posto ai domiciliari da personale della Digos per omicidio colposo in esecuzione di un’ordinanza emessa da un giudice su richiesta della procura di Catanzaro.

Il dottore, ginecologo, già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei Medici, avrebbe suggerito al paziente, affetto da più patologie – ma non è noto se avesse anche il Covid – intrugli a base di funghi, sconsigliandone il ricovero.

Il giorno prima del decesso, avvenuto in Campania, secondo quanto si è appreso, la moglie dell’uomo aveva chiamato il medico che le aveva sconsigliato di portarlo in ospedale suggerendole nuovamente una cura alternativa. Il medico è già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione da parte dell’Ordine dei Medici di Teramo. L’arresto è stato chiesto dalla Procura di Catanzaro dopo che nell’ambito di un’altra indagine ancora in corso, dalle intercettazioni telefoniche è emersa la vicenda del paziente campano. La Procura ha quindi chiesto l’emissione di un provvedimento urgente per evitare la reiterazione del reato e il gip l’ha accolta pur dichiarandosi incompetente territorialmente. Gli atti sono già stati trasmessi a Teramo.

L’indagine dei poliziotti della Digos ha preso avvio dall’attività intercettiva svolta sull’utenza del sanitario, nell’ambito di un altro procedimento instaurato a suo carico presso la Procura di Catanzaro. L’ipotesi accusatoria è che il ginecologo non abbia effettuato una corretta diagnosi e non abbia apprestato il necessario trattamento terapeutico su un paziente con gravissime e molteplici patologie pregresse (cardiopatia con acuzie di infarto nel 2007, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, problemi di prostata), poi deceduto per un infarto del miocardio, e lo abbia “curato" con pratiche non riconosciute dalla scienza medica, procrastinando il ricovero ospedaliero e impedendo l’attivazione di idonee terapie salvavita. Le esigenze poste alla base del provvedimento cautelare sono state desunte dal gip dalla non occasionalità della condotta del medico, che secondo l’accusa ha sollecitato cure alternative alla medicina “ordinaria”, prive di validità scientifica, anche in relazione a una paziente affetta da Covid-19, dando seguito ai numerosi proclami definiti “antiscientifici” dall’accusa, diffusi sul suo profilo Facebook, con ampio seguito.

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