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15.11.2021 - 09:12
Aggiornamento: 16:04

Chat no-vax violente, 17 perquisizioni in tutta Italia

Sul canale Telegram ‘Basta dittatura’ si inneggiava all’uso delle armi e ad atti violenti contro alte cariche dello Stato, forze dell’ordine e giornalisti

Ansa, a cura de laRegione

Sono 17 i decreti di perquisizione eseguiti dalla Polizia di Stato di Torino nei confronti degli attivisti No Vax/No Green Pass più radicali affiliati al noto canale social “Basta dittatura”, uno degli spazi web di maggiore riferimento nella galassia dei negazionisti del Covid-19. Il canale era già stato oggetto di un provvedimento giudiziario di sequestro nonché della decisione di chiusura da parte della stessa società, in considerazione della gravità dei contenuti pubblicati. L’operazione è stata realizzata a seguito delle indagini svolte sotto la direzione dei magistrati specializzati della Procura della Repubblica di Torino, gruppo terrorismo ed eversione. Le complesse attività che ne sono conseguite, svolte congiuntamente dalla Polizia postale e dalla Digos di Torino, sono state condotte per diverse settimane monitorando h 24 il canale divenuto – sottolinea una nota della polizia – polo principale nell’organizzazione di proteste violente su tutto il territorio nazionale.

L’operazione ha coinvolto 16 città tra cui Ancona, Brescia, Cremona, Imperia, Milano, Pesaro Urbino, Pescara, Palermo, Pordenone, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Trieste, Torino, Varese. È stata eseguita dalla polizia di Torino con i compartimenti di Polizia postale e della Digos territoriali, con il coordinamento del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni e dalla direzione centrale della Polizia di prevenzione.

Gli indagati nei confronti dei quali questa mattina sono state eseguite diverse perquisizioni istigavano sistematicamente all’utilizzo delle armi e a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Mario Draghi. Tra gli obiettivi di ‘Basta dittatura’ c’erano anche le forze dell’ordine, i medici, gli scienziati, i giornalisti e altri personaggi pubblici accusati di “asservimento” e di “collaborazionismo” con la “dittatura” in atto. Frequenti erano i riferimenti espliciti a “impiccagioni”, “fucilazioni”, “gambizzazioni”. Nei messaggi si alludeva anche a una nuova “marcia su Roma”. Presa costantemente di mira con pesanti insulti anche tutta quella parte di popolazione che, vaccinandosi e osservando le regole di protezione personale, ha accettato di rendersi “schiava” dello Stato. Tra gli indagati ci sono persone già note alle forze dell’ordine; alcune hanno precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, rapina, estorsione e in materia di stupefacenti. Non mancano però anche gli incensurati, che online si sono avvicinati alle posizioni no-vax. Tra gli identificati anche persone che in passato avevano promosso blocchi autostradali e ferroviari e partecipato a disordini di piazza.

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