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01.12.2022 - 16:56
Aggiornamento: 23:01

Chat neonazista con foto di abusi e piani di stragi: tre arresti

Nel canale Telegram gestito da due genovesi si programmava un attentato al parlamento italiano. Fra le accuse anche quella di istigazione al suicidio

Ansa, a cura di Red.Web
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Depositphotos

Volevano fare una strage al parlamento italiano per superare i quasi tremila morti dell’attentato alle Torri Gemelle a New York. Avevano inaugurato una ‘campagna di addestramento’ al tiro con le armi dove i bersagli erano le più alte cariche dello Stato, inneggiando ad Adolf Hitler. E soprattutto avevano creato una chat Telegram con 130 utenti in cui venivano postati centinaia di foto e video di orrori vari: abusi su bambini, ragazze mutilate, stragi nelle scuole americane, azioni jihadiste, insulti a omosessuali, ebrei e neri. A far emergere le folli idee dell’ennesimo gruppo filonazista e suprematista è un’inchiesta dell’Antiterrorismo, della Polizia Postale e della Digos di Genova, coordinati dalla Dda, che ieri ha portato in carcere due 21enni genovesi mentre un terzo coetaneo di Salerno è finito ai domiciliari. Coinvolti anche tre minorenni, nei confronti dei quali i pm hanno disposto una serie di perquisizioni.

Il canale, creato a gennaio di quest’anno e poi chiuso ad aprile, si chiamava ‘Blocco Est Europa’ ma il gruppo ne gestiva anche altri (‘Odio i Negri’, ‘Stragisti’, ‘Texas’, ‘Gruppo Islamico Italiano’). I due genovesi avevano anche stilato un vero e proprio vademecum, da condividere con gli utenti, contenente una serie di deliri. Il canale Telegram "si è rivelato un canale ampiamente utilizzato – scrive il giudice nell’ordinanza – per la condivisione di materiale pedopornografico. Era stato anche postato il link che rimanda a una cartella salvata contenente 368 foto di cui 91 con minori di 10 anni abusati". "Sto gruppo è un c... di bunker – scrive uno degli indagati – avrò mandato di tutto... ma non lo buttano giù" si compiace vedendo che ancora il canale non era stato chiuso dalla polizia postale. Uno dei ragazzi spiega di sapere recuperare armi nel deep web e di potere usare il suo porto d’armi. Inviando nella chat la foto della sua pistola, una Walther calibro 22. "C’è il concreto pericolo – scrive il giudice – che i tre possano reiterare le stesse condotte criminose, vista la totale indifferenza alle regole e visto che paiono ben lontani dal comprendere il disvalore del loro agire". A preoccupare è in particolare uno degli indagati, che scrive in chat: "Non ho più sentimenti neppure nei riguardi delle persone a me più vicine perché non mi sento accettato e non ho amici. La vita mi fa schifo, farò una strage almeno diventerò famoso". A carico del ragazzo residente nel Salernitano è stato inoltre aperto un nuovo filone di indagine in relazione al fatto che era lui a postare nel canale Telegram Blocco Est Europa foto di ragazzine che si procuravano lesioni, anche gravi. In un caso, il giovane racconta anche di avere "fatto suicidare una ragazza". I video, spiega il giovane nelle conversazioni, "sono fatti da ragazze per me mentre sono a scuola".

Le indagini hanno accertato che ogni volta che venivano postati dei video seguiva una serie di reazioni di autoesaltazione. "Quando vedo questi video mi viene voglia di andare a farne uno" dice, intercettato, uno dei due arrestati. "Ti capisco, sono fieri", replicava l’altro secondo quanto si legge nell’ordinanza del Gip. E il riferimento è alla strage di 6 ragazzi e 2 impiegati avvenuta nel 2019 in Brasile per mano di due giovani, Guilherme Talci Monteiro e di Luiz Henrique Castro. Dagli accertamenti è anche emerso che i due genovesi si esercitavano in edifici abbandonati, sparando con fucili e pistole di softair. E tra i bersagli c’era anche l’allora primo ministro Mario Draghi. Gli investigatori hanno sequestrato fucili e pistole ad aria compressa e anche una pistola vera calibro 22 detenuta legalmente. Ora le armi verranno sottoposte a perizia per verificare che non siano state modificate per renderle pericolose o letali.

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