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13.10.2021 - 19:230
Aggiornamento : 20:18

Usa, Natale a rischio se le forniture non arrivano

L’amministrazione Biden alle prese con un problema legato alla congestione della catena di distribuzione e approvvigionamento delle merci

a cura de laRegione

Joe Biden corre ai ripari contro quella che potrebbe essere la prossima crisi della sua presidenza: la congestione della catena di fornitura, che rischia di compromettere, insieme alla ripresa e alla fiducia dei consumatori, le festività natalizie per milioni di americani, già alle prese con gli scaffali mezzi vuoti nei supermercati.

Tra i primi a farne le spese Apple, costretta quest’anno a produrre 10 milioni di iPhone 13 in meno per la carenza di chip, che sta già mandando in crisi l’industria automobilistica. Per questo il presidente ha convocato un vertice virtuale alla Casa Bianca con operatori portuali e autotrasportatori, sindacati di settore e grandi aziende come Walmart, Home Depot, Target, Samsung, Ups, FedEx.

I grandi porti aperti giorno e notte per favorire gli scarichi

E ha lanciato un’alleanza pubblico-privato per fronteggiare l’emergenza, prima di dover affrontare le altre che incombono: dallo stallo della sua agenda alla necessità di aumentare tra meno di due mesi il tetto del deficit, dopo che il Congresso ha approvato un accordo a breve termine. L’annuncio più importante è che il Porto di Los Angeles, il più trafficato della costa pacifica americana, resterà aperto h/24, come ha già deciso tre settimane fa quello vicino di Long Beach. I due scali sono la porta d’ingresso del 40% dei container in Usa ma hanno il peggior collo di bottiglia del Paese, con 80 navi in attesa ai moli carichi di merci: giocattoli, bici, mobili, elettrodomestici.

I sindacati hanno dato la disponibilità dei lavoratori ad aumentare i turni, mentre le società si sono impegnate con percentuali differenti ma significative ad accelerare le operazioni di scarico, anche di notte, quando sono più veloci del 25%. “Un primo passo importante”, ha commentato la Casa Bianca, auspicando che questo “chiaro segnale del mercato” arrivi anche al resto della catena logistica e dei trasporti: operatori ferroviari, autotrasportatori a lungo raggio, gestori di depositi.

Secondo gli esperti, tuttavia, gli sforzi non basteranno a risolvere un’emergenza iniziata da mesi e destinata a durare anche nel 2022. Colpa di quella che alcuni hanno battezzato “una tempesta perfetta”, con il mercato in ripresa (l’e-commerce è cresciuto del 39% nel primo quadrimestre) ma incapace di soddisfare la crescente domanda dopo che la pandemia ha bloccato o rallentato le produzioni e le spedizioni in tutto il mondo, anche in Asia.

I ritardi negli approvvigionamenti fanno aumentare i prezzi e minano la ripresa globale, come ha avvisato anche il Fondo monetario internazionale. Alcuni gruppi industriali volevano un maggior coinvolgimento dell’amministrazione, suggerendo ad esempio di trasportare i container in spazi statali o federali per scaricare prima le navi, o di usare risorse militari e fondi della difesa.

Ma finora l’amministrazione Biden era intervenuta poco per risolvere i colli di bottiglia, creando in giugno una task force ad hoc e limitandosi a fare pressioni sul settore privato, che di fatto controlla la catena di fornitura. Ora però il presidente si è visto costretto a scendere in campo direttamente per coordinare meglio gli sforzi ed evitare che sotto l’albero di Natale manchino anche i giocattoli per i bambini.

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