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24.02.2021 - 21:30

La Germania condanna uno 007 di Assad per torture

Sentenza storica. La prima contro un elemento del regime siriano grazie all'utilizzo della "giurisdizione universale"

È stato complice dei "crimini contro l'umanità" commessi in Siria. È la storica sentenza pronunciata da un tribunale tedesco nel corso di un processo del tutto atipico: il primo su scala globale a carico di un elemento del regime di Assad. Si tratta di Eyad Al Gharib, 007 siriano, condannato oggi dall'alta Corte di Coblenza a 4 anni e mezzo di detenzione per aver collaborato a forme di tortura e gravissime privazioni di libertà. La procura aveva chiesto per lui cinque anni. Nelle stesse ore è arrivato anche il giudizio per l'uomo ritenuto la massima guida dell'Isis in Germania: Abu Walaa, condannato dalla Corte d'appello di Celle, che dovrà scontare invece 10 anni e mezzo di prigione.

La sentenza sull'agente siriano, scappato in Germania, segna una svolta. Al Gharib, 44 anni, è accusato di aver collaborato all'arresto di 30 persone durante una manifestazione fra il settembre e l'ottobre del 2011. Nel pieno del sollevamento popolare sfociato nella guerra civile che tuttora attraversa il paese, i dissidenti furono portati in un centro dei servizi segreti di Damasco, nominato Al-Kathib, e qui torturati. Ed è la prima volta che un tribunale si pronuncia su un crimine legato alla brutale repressione del regime di Assad. Inizialmente collegato a questo, ma poi separato dai giudici, è ancora in corso invece il processo di Anwar Raslan, 58 anni, che risponde della morte di 58 persone e della tortura di 4.000 detenuti. L'ex colonnello è ritenuto una figura cruciale del sistema di sicurezza del regime di Damasco, e la sentenza per lui non dovrebbe arrivare prima di ottobre. Il giudizio di oggi vuole essere un "segnale" a chi in Siria calpesta sistematicamente i diritti umani, ha spiegato il procuratore capo Jasper Klinge, affermando fra l'altro che la sentenza si fonda sul principio della competenza universale, che permette di perseguire gli artefici di quei crimini, qualsiasi sia la nazionalità e il luogo in cui li abbiano commessi.

La Corte di appello di Celle ha invece pronunciato una condanna a carico di Abu Walaa, iracheno di 37 anni, ritenuto guida dei terroristi dell'Isis in Germania. L'ex imam di una moschea poi chiusa dovrà scontare 10 anni e mezzo di carcere. È accusato di aver reclutato giovani leve per lo Stato islamico: ragazzi agganciati e radicalizzati fra la Bassa Sassonia e l'rea della Ruhr per poi essere inviati sul campo a combattere. Due gemelli, uno studente e un soldato dell'esercito tedesco sono morti in un attentato omicida commesso in Iraq che fece 12 vittime. Nel procedimento giudiziario a carico dell'iracheno ci sono anche tre coimputati, di età compresa fra 33 e 55 anni. Tutti terroristi islamici, condannati per aver collaborato a fare proselitismo per l'Isis e procurare combattenti all'organizzazione. Uno di loro, un serbo tedesco che oggi ha avuto una condanna di 8 anni, metteva a disposizione il proprio appartamento come centro di preghiera. Era un luogo frequentato anche da Anis Amri, il tunisino che il 19 dicembre del 2016 commise la strage del mercatino di Natale, a Berlino, investendo la folla della centralissima Breitscheidplatz, e facendo 12 vittime, fra cui l'Italiana Fabrizia Di Lorenzo.

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