GIRON M. (USA)
0
NADAL R. (ESP)
3
fine
(1-6 : 4-6 : 2-6)
un-seghetto-riporta-a-processo-un-membro-della-ndrangheta
Ti-Press
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
2 ore

Terre di Pedemonte, nei nuclei storici scende la velocità

A Verscio e Cavigliano si punta alla Zona 30, mentre vari progetti accresceranno la sicurezza degli utenti deboli della strada nel comprensorio
Luganese
2 ore

Alle medie di Camignolo a scuola... di migrazione

Due giorni per mettersi nei panni dei migranti, come pure delle figure professionali a loro contatto: resoconto delle giornate progetto di sede
Mendrisiotto
2 ore

Chiasso, una copertura mobile per 365 giorni di nuoto

La garanzia del pallone sta per scadere. Il consigliere comunale Claudio Schneeberger presenta al Municipio un’ipotesi di lavoro per la piscina
Ticino
2 ore

Caro-spaghetti & Co.: l’inflazione tocca anche il Ticino

Resta comunque inferiore rispetto all’Ue, ma alcuni beni di consumo risentono del rialzo globale. C’entrano clima, trasporti, petrolio, pandemia.
Bellinzonese
12 ore

Assemblea generale alla Domus Poetica

L’incontro è previsto giovedì 27 gennaio nella sede di Bellinzona
Ticino
13 ore

Livelli alle medie, Vpod pronta a iniziativa per eliminarli

Il sindacato dei docenti chiede al Gran Consiglio di rifiutare lo stralcio della spesa inserita nel Preventivo 2022
Bellinzonese
14 ore

Frontale a Cadenazzo, strada bloccata

Traffico fortemente congestionato sul Piano di Magadino a causa di un incidente
Ticino
14 ore

Offerta Trenord-Tilo ridotta almeno per un’altra settimana

Le assenze di macchinisti e capitreno a causa della pandemia si fanno ancora sentire. Soppresse anche tutte le linee notturne
Mendrisiotto
14 ore

Opere d’arte per i campus di Mendrisio e Viganello

Il concorso ha premiato Davide Cascio e Adriana Beretta. Le opere saranno inaugurate nel corso del prossimo autunno
17.08.2020 - 10:490
Aggiornamento : 12:57

Un seghetto riporta a processo un membro della 'ndrangheta

Condannato nel 2018, il 63enne è comparso questa mattina al Tribunale penale federale di Bellinzona, che dovrà pronunciarsi sulla prima pena. Sentenza il 31.

a cura de laRegione

Un italiano condannato nel 2018 a 3 anni e 8 mesi di carcere per partecipazione alla 'ndrangheta è ricomparso questa mattina davanti al Tribunale penale federale (Tpf), con sede a Bellinzona. La Corte penale è chiamata a pronunciarsi solo su un punto alquanto secondario - la ridefinizione giuridica di una sega che i giudici di primo grado avevano considerato un'arma - rivedendo se del caso l'entità della pena irrogata due anni fa. 

Con sentenza dell'8 gennaio di quest'anno il Tribunale federale (Tf) ha infatti accolto solo parzialmente il ricorso dell'imputato, confermando in larga parte le decisioni dell'istanza inferiore, in particolare l'accusa principale di partecipazione e sostegno a un'organizzazione criminale.

II giudici della Corte suprema hanno però ritenuto che il seghetto non poteva essere qualificata come arma e che non è determinate il fatto che l'oggetto, descritto come "un filo metallico dotato di due anelli alle sue estremità", possa essere usato per ferire.

Davanti al Tpf di Bellinzona l'imputato - un calabrese di 63 anni domiciliato nel Seeland bernese - aveva spiegato che era un attrezzo acquistato nel rispetto della legge su un sito specializzato in articoli da campeggio, e non si trattava di un oggetto concepito per far del male, come affermato dall'accusa che lo aveva sequestrato in base alle legge sulle armi.

L'imputato, un padre e nonno calabrese, era stato giudicato colpevole di aver partecipato, dal 2003 al 2011, alle attività delle sezioni locali della 'Ndrangheta di Giussano e Seregno, in Lombardia, dove era conosciuto come "Cosimo lo Svizzero". Stando al Tpf, l'uomo ha in particolare acquistato armi in Svizzera e le ha trasportate di persona in Italia. Non è invece stata provata la sua partecipazione a sanguinose azioni della mafia calabrese a Torino, risalenti agli anni 2003 e 2004. Al suo domicilio, al momento dell'avvio delle indagini nell'agosto del 2015, erano state ritrovate numerose armi, che sono state sequestrate. Fra cui il seghetto.

L'accusa: pena da confermare. La difesa: va prosciolto 

Stamattina il procuratore federale Sergio Mastroianni ha chiesto alla Corte la conferma della pena inflitta al 63enne nel 2018, ovvero 3 anni e 8  mesi, sottolineando fra l'altro la «gravità» dei reati per i quali l'uomo è stato condannato a suo tempo. Ergo: «Una riduzione della pena non si giustifica». Secondo invece l'avvocato Costantino Testa, difensore d'ufficio dell'imputato (presente in aula anche quello di fiducia, l'avvocato Nadir Gugliemoni), quello pronunciato in gennaio da Mon Repos sarebbe un verdetto cassatorio con rinvio. Insomma, a detta del legale, la sentenza del Tribunale penale federale sarebbe stata completamente annullata. «Tant'è che su nostre diverse censure il Tf non si è pronunciato rinviando l'incarto al Tpf», ha sostenuto Testa, chiedendo quindi il proscioglimento da quasi tutti i capi d'imputazione per i quali il proprio assistito era stato condannato nel 2018. Tra cui quello principale: partecipazione e sostegno a un'organizzazione criminale. In relazione alla detenzione di armi, che «non sono mai finite alla 'ndrangheta'», ha proposto una pena pecuniaria, da sospendere tuttavia condizionalmente. La sentenza, ha indicato il presidente della Corte Roy Garré, verrà pronunciata il 31 di agosto. 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved