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09.09.2019 - 21:150

Mozione anti-Johnson, la Camera dei Comuni dà l'okay

Il documento intima al premier di rendere note le presunte comunicazioni fra alcuni funzionari sulla decisione di sospensione del Parlamento

La Camera dei Comuni britannica ha approvato oggi una mozione – presentata dall'ex Tory dissidente Dominic Grieve col sostegno delle opposizioni, Labour in testa – che intima a Boris Johnson di rendere note a Westminster le presunte comunicazioni anticipate intercorse fra vari funzionari dell'entourage di Downing Street sulla decisione di sospendere il Parlamento.

La sospensione scatta formalmente stanotte, fino al 14 ottobre, dopo essere stata dichiarata legittima da alcune Corti di fronte ai primi ricorsi legali.

La mozione, che espone il governo al rischio dell'oltraggio del Parlamento e ha inflitto a Johnson una nuova sconfitta, è passata con 311 sì e 302 no. Mira a ottenere dal premier trasparenza sui messaggi scambiati fra l'altro dal suo influente e contestatissimo consigliere-eminenza grigia Dominic Cummings nelle settimane precedenti all'annuncio ufficiale della 'prorogation'; oltre che la pubblicazione integrale del rapporto denominato Yellowhammer sui rischi di una Brexit no deal.

In giornata la Camera ha discusso anche della petizione popolare firmata da 1,7 milioni di cittadini contro la sospensione. Mentre ora sta esaminando un'ulteriore mozione presentata dal leader laburista Jeremy Corbyn per sollecitare il governo al rispetto della legge anti-no deal approvata dal Parlamento, che prevede la richiesta all'Ue di un rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre se entro le due settimane precedenti non sarà raggiunto un accordo di divorzio con Bruxelles.

Seguiranno un ulteriore dibattito e un voto finale, a tarda sera, su una terza mozione annunciata - in questo caso proposta dallo stesso esecutivo Tory - in favore della convocazione di elezioni anticipate: mozione per il cui via libera occorre peraltro un quorum dei due terzi ritenuto fuori portata.

A concludere la serata sarà la cerimonia in agenda alla Camera dei Lord – e che sarà boicottata dal Labour – destinata a suggellare lo stop dei lavori per 5 settimane.
 

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