Estero
22.04.2019 - 20:510

Confine Usa-Messico, roba da Ku Klux Klan

Miliziani privati di ronda al confine per bloccare i migranti. Sono ispirati da leader dell'ultradestra (quello dei tre principi: "Dio, armi e attributi")

Ronde di milizie al confine col Messico: è l’ultimo, inquietante capitolo della crociata contro i migranti centroamericani, che ricorda la creazione di pattuglie del Ku Klux Klan sulla stessa frontiera negli anni ’70.

Ad accendere i riflettori su questo fenomeno è stato l’arresto a Sunland Park, nel New Mexico, di Larry Mitchell Hopkins, 69 anni, leader di United Constitutional Patriots (Ucp), un gruppo paramilitare di destra con tanto di mimetiche che deteneva famiglie di migranti sotto la minaccia delle armi vicino al confine.

Secondo l’Fbi, nelle ultime due settimane avrebbe consegnato alle autorità americane circa 5’600 clandestini. Hopkins, accusato di possesso illegale di armi dopo un primo arresto nel 2006 per essersi spacciato per un poliziotto, è comparso oggi in tribunale a Las Cruces, dichiarandosi innocente. "Questo Paese deve ripartire da tre principi: Dio, armi e attributi", aveva spiegato alcune settimane fa, dopo aver millantato contatti con la Casa Bianca.

Le sue milizie sostengono di lavorare legalmente a sostegno del giro di vite contro l’immigrazione deciso da Donald Trump, che recentemente ha dichiarato l’emergenza nazionale al confine sud parlando di una "invasione". L’Ucp si definisce un "gruppo di patrioti" che aiuta gli agenti di frontiera a fronteggiare il crescente numero di richiedenti asilo. Il loro obiettivo è "difendere la costituzione degli Stati Uniti" e proteggere i diritti dei cittadini "contro tutti i nemici, stranieri e domestici", parole che riecheggiano il giuramento delle reclute dell’esercito.

L’arresto di Hopkins segue la diffusione di un video che ha sollevato sdegno e proteste. Nelle immagini si vede un gruppo di migranti, compresi bambini, rannicchiati a terra al buio nel deserto e illuminati dalle torce, sotto la sorveglianza degli uomini dell’Ucp. "Non possiamo consentire che vigilantes razzisti e armati sequestrino persone che cercano asilo", ha denunciato American Civil Liberties Union chiedendo un’indagine sulla vicenda. Le autorità hanno preso le distanze dalle milizie. "Le loro azioni sono assolutamente inaccettabili", ha accusato la governatrice democratica del New Mexico Michelle Lujan Grisham.

"Hopkins è un criminale pericoloso che non dovrebbe andare in giro armato in mezzo a persone inermi, famiglie e bambini", ha osservato l’attorney general Hector Balderas. "Il suo arresto indica chiaramente che il ruolo della legge deve essere nelle mani di forze dell’ordine addestrate, non di vigilanti armati", ha aggiunto. "Non sosteniamo gruppi privati o organizzazione che si prendono carico di questioni di ordine pubblico", ha criticato la polizia di frontiera. Ma la retorica incendiaria di Trump, che ha invitato anche a ’forzare’ la legge per bloccare l’"invasione", e le crescenti ondate migratorie hanno aumentato negli ultimi tempi il numero di questi gruppi paramilitari al confine col Messico.

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