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Estero
05.02.2019 - 18:400

Londra: il giornalista in mano all'Isis è vivo

John Cantlie era stato rapito nel 2010 assieme al collega americano James Foley, il quale però era stato ucciso

Il governo britannico ritiene che John Cantlie, il giornalista catturato dall'Isis sette anni fa in Siria, sia ancora vivo e nelle mani dei jihadisti.

Il viceministro della sicurezza britannico Ben Wallace ne ha parlato oggi in un incontro con i giornalisti all'Home Office, ma non ha dato dettagli su dove l'intelligence ritenga che possa trovarsi. Lo riferiscono i media locali, spiegando che è la prima conferma ufficiale da parte delle autorità britanniche sul fatto che Cantlie sia ancora vivo. Nei giorni scorsi, fonti delle forze curdo-arabe filo americane che combattono in Siria avevano reso noto che Cantlie si trovava a Dayr az Zor, ultima roccaforte dell'Isis nell'ovest del paese.

Cantlie era stato rapito nel 2012 insieme con il giornalista americano James Foley, poi decapitato dai terroristi. Ed era diventato un'icona della propaganda jihadista.

Nei primi video, il britannico era apparso in tuta arancione come gli altri ostaggi occidentali. In quelli successivi, indossava abiti civili e si comportava come un giornalista che raccontava le condizioni all'interno del 'Califfato'. L'ultimo video in cui è apparso risale al dicembre 2016. In questi ultimi anni, si sono rincorse voci su una sua morte o che al contrario fosse ancora vivo, ma non c'è mai stata alcuna conferma.

Sul padre, Paul Cantlie, nel 2014 aveva fatto un appello da un letto di ospedale per la liberazione di John, ma era morto alcune settimane dopo, a 81 anni. 'Free John Cantlie', un gruppo di sostegno per il giornalista, oggi ha commentato: "Siamo consapevoli delle notizie che circolano sul fatto che John Cantlie sia vivo. Al momento non è dimostrato, continuiamo a sperare e a pregare che sia vero".

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