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Padre Paolo Dall'Oglio (Wikimedia)
Estero
07.02.2019 - 13:560

Padre Dall'Oglio sarebbe vivo e nelle mani dell'Isis

Lo svela il 'Times' citando fonti curde. Sulla liberazione del gesuita rapito in Siria nel 2013 sarebbero in corso delle trattative. Ma arriva una smentita

Paolo Dall'Oglio, il sacerdote gesuita rapito in Siria nel 2013, sarebbe ancora vivo e al centro di una trattativa dello Stato islamico per sfuggire all'annientamento in una delle ultime sacche di territorio sotto il suo controllo. È quanto riferito al Times da fonti curde. Oggetto dei negoziati, secondo il quotidiano, sarebbero, oltre a Dall'Oglio, il giornalista britannico John Cantlie e un'infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda.

L'Isis, secondo le fonti citate dal quotidiano, starebbe cercando un accordo con le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti che li circondano, chiedendo un passaggio sicuro in cambio della liberazione degli ostaggi. Secondo le testimonianze delle stesse fonti curde al Times, ci "sarebbero molte informazioni dell'Isis secondo cui Cantlie sarebbe prigioniero. Ma si tratta - precisano - di informazioni difficili da verificare". Così come le notizie in merito a padre Dall'Oglio e all'infermiera della Nuova Zelanda che comunque "potrebbero essere ancora vivi".

"Tutti e tre gli ostaggi sono stati citati - proseguono le fonti curdo siriane - da prigionieri Isis e dalle loro famiglie, catturati recentemente mentre cercavano di fuggire dall'assedio della città di Foqani Baghuz". Circa 500 membri dell'Isis, tra cui anche 'foreign fighters', stanno provando a negoziare la loro fuga verso un'area del deserto controllata dall'Isis al di là dell'Eufrate e le informazioni sugli ostaggi potrebbero essere solo un tattica negoziale, mettono in guardia le fonti al Times.

Le forze curdo-siriane che guidano l'offensiva contro l'Isis nel sud-est della Siria, da parte loro, smentiscono però di essere a conoscenza dell'esistenza in vita del gesuita italiano Paolo Dall'Oglio e della sua permanenza come ostaggio nell'ultima sacca di territorio ancora in mano ai jihadisti. Lo ha detto all'Ansa il portavoce delle Forze siriane democratiche (Sdf), Mustafa Bali, raggiunto telefonicamente.

L'altro ieri il governo britannico aveva fatto sapere che Cantlie potrebbe essere ancora vivo e nelle mani dei jihadisti: il viceministro della sicurezza britannico Ben Wallace ne aveva parlato con la stampa, senza fornire ulteriori dettagli. "Queste sono le figure ideali per Isis da usare nella loro negoziazione per un corridoio sicuro di fuga", ha detto un funzionario curdo ribadendo di non avere nessuna prova.

Cantlie fu rapito in Siria nel novembre 2012 mentre lavorava con il fotoreporter Usa James Foley (poi decapitato) ed è stato visto l'ultima volta a Mosul a dicembre 2016. Padre Dall'Oglio, che aveva vissuto in Siria per più di 30 anni, è scomparso a Raqqa nel luglio del 2013 dopo essere andato a discutere della sicurezza della comunità cristiana con l'Isis. Il gruppo non ha mai ammesso di detenere il sacerdote e si è pensato per molto tempo che fosse stato ucciso subito dopo il suo rapimento. L'infermiera neozelandese faceva, invece, parte del team di sei operatori rapiti Siria nordoccidentale nell'ottobre 2013. Tutti gli altri infermieri, ad eccezione della donna, sono stati poi liberati.

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