Venerdì pomeriggio la donna è stata trovata priva di vita nella sua abitazione. Le condizioni in cui è stata trovata potrebbero essere compatibili con più ipotesi

Si affollano gli interrogativi attorno al ritrovamento, venerdì pomeriggio in via Borsieri a Como, del corpo privo di vita di una 35enne ingegnera chimica, frontaliera a Lugano. La giovane da giovedì non rispondeva al telefono né ai messaggi e venerdì mattina non si è presentata al lavoro a Lugano, senza avvisare. Un comportamento insolito che ha preoccupato il fidanzato che ha chiamato i colleghi della donna. Insieme a loro si è poi presentato a casa sua venerdì pomeriggio. La porta di ingresso era aperta, lei distesa sul letto vestita. Morta dal giorno prima, secondo il medico del 118 arrivato poco dopo. Ma stabilire cosa abbia causato il suo decesso, al momento non è stato possibile. Le condizioni in cui è stata trovata potrebbero essere compatibili con più ipotesi, dal soffocamento causato da una terza persona che le ha lasciato qualche ecchimosi notata dal medico, fino all’assunzione di sostanze tossiche. Senza escludere altre possibilità che non hanno lasciato segni visibili.
La Squadra Mobile di Como, assieme alla Scientifica, ha svolto i rilievi nell’abitazione per individuare qualunque traccia di possibile interesse. In cucina è stata trovata una sostanza chimica non compatibile con l’uso alimentare domestico, oltre a polvere non qualificabile, lasciata su un piano vicino a una brocca d’acqua. Sostanze che sono state prelevate in attesa di essere analizzate. Allo stesso tempo, durante il primo esame visivo, il medico avrebbe notato alcune ecchimosi, che dovranno trovare una spiegazione quando sarà svolta l’autopsia, esame fondamentale per dare le prime risposte certe e orientare le indagini e che comprenderà le analisi tossicologiche. Gli investigatori hanno ascoltato il fidanzato, che vive a Milano, e i due colleghi arrivati da Lugano, un uomo e una donna, una delle migliori amiche della 35enne ingegnera.