Il manufatto con tre sviste è stato posato al portico d’entrata, doverosamente riqualificato. La Città sta correndo ai ripari

Tre strafalcioni nella lapide scoperta domenica scorsa con i nomi dei varesini illustri al cimitero monumentale di Giubiano. Gremita la sala del commiato, con parenti e amici, autorità e vertici delle forze dell’ordine, tutti ad ascoltare l’elenco dei nomi presentato da Francesca Strazzi, presidente della Commissione Famedio e il discorso del sindaco Davide Galimberti, che ha definito il Famedio “uno spazio di educazione civica permanente”. La lapide con i nomi dei varesini illustri è stata posata al portico d’entrata, doverosamente riqualificato. E qui ci si è accorti delle tre sviste, o meglio strafalcioni: per Roberto Maroni (politico di spicco, fondatore con Umberto Bossi della Lega Nord, quattro volte ministro, presidente di Regione Lombardia, deceduto nel novembre 2022) la dimenticanza del primo nome (si legge infatti Ernesto “Bobo” Maroni, dunque il secondo nome con l’aggiunta Bobo), un secondo errore riguarda il senatore Antonio Tomassini, medico e senatore di Forza Italia, deceduto nel 2025, che sulla lapide appare come Tommasini, e infine Liala, pseudonimo di Amalia Liana Negretti Odescalchi, scrittrice fra le più note autrici di romanzi rosa del XX secolo è indicata come Amelia. La Città di Varese sta correndo ai ripari.