Estero

Giappone rilascia il capitano di un peschereccio cinese arrestato nella ZEE

Decisione presa dopo la presentazione della documentazione di cauzione dalla Cina; imbarcazione fermata a sudovest di Meshima con 11 persone a bordo, primo sequestro dal 2022

14 febbraio 2026
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Le autorità giapponesi hanno rilasciato il capitano di un peschereccio cinese arrestato con l'accusa di aver disobbedito all'ordine di fermarsi per un'ispezione nella Zona economica esclusiva (ZEE) del Giappone. La decisione, spiega l'emittente pubblica NHK, è giunta venerdì prima delle 20, dopo che la Cina ha presentato la documentazione che garantisce il pagamento di una cauzione.

Secondo quanto riferito dall'Agenzia per la Pesca, le unità di pattuglia avevano avvistato l'imbarcazione giovedì, a circa 165 chilometri a sudovest dell'isola di Meshima, nel territorio di Goto City, prefettura di Nagasaki. Il peschereccio avrebbe ignorato l'ordine di fermarsi per l'ispezione, spingendo gli ufficiali ad arrestare il comandante con l'accusa di violazione della legge sui diritti sovrani in materia di attività di pesca.

L'imbarcazione, stando alle prime informazioni, è dotata di capacità di cattura di grandi quantitativi di pesce, come sgombri. A bordo si trovavano 11 persone, ma al momento del controllo non è stato trovato alcun pescato. Il capitano ha ammesso di non essersi sottoposto all'ispezione, confermando la dinamica ricostruita dalle autorità nipponiche.

Per l'Agenzia si tratta del primo sequestro di una nave cinese dal 2022. L'incidente si inserisce in un contesto di relazioni già tese tra Tokyo e Pechino, aggravate dalle recenti dichiarazioni della premier giapponese Sanae Takaichi, che a novembre aveva ipotizzato un intervento militare giapponese in caso di azione cinese contro Taiwan. La Cina aveva reagito con durezza, attraverso la convocazione dell'ambasciatore giapponese, avvertimenti ai propri cittadini contro i viaggi in Giappone, oltre a restrizioni alle esportazioni verso Tokyo, compresa la sospensione delle importazioni di prodotti ittici giapponesi e il controllo sulle terre rare a duplice uso.