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Lei anziana e inferma di mente, lui depreda l'intero patrimonio

Un 60enne del Varesotto è indagato: approfittando della fragilità della compagna le ha sottratto centinaia di migliaia di euro provando anche a sposarla

Immagine di archivio
(Guardia di Finanza)
3 settembre 2024
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Un legame sentimentale di lunga data che si stava trasformando in quella che il codice penale italiano definisce circonvenzione di incapace, un abuso a proprio vantaggio delle ridotte facoltà di intendere e di volere della vittima. Al centro dell'inchiesta della Guardia di Finanza di Como un 60enne della provincia di Varese, accusato di aver approfittato delle precarie condizioni di salute mentale dell'anziana compagna di lunga data per sottrarle l'intero patrimonio.

La donna, molto facoltosa, a partire dall'aprile del 2023 era stata ricoverata più volte presso una casa di cura nel Comasco a causa di disturbi neurocognitivi, a causa dei quali nell'aprile del 2024 era stata dichiarata ‘interdetta’ per infermità mentale dal Tribunale di Busto Arsizio nell’ambito di un procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno. Una fragilità di cui l'uomo, come accertato dagli investigatori, ha approfittato inducendo la compagna ad aprire un conto corrente cointestato su cui ha trasferito l'intero patrimonio della donna pari a circa 4 milioni di euro. Da qui, il 60enne ha poi effettuato diversi bonifici per oltre 360mila euro, spostando le somme su conti intestati esclusivamente a lui. Inoltre, come appurato dalle indagini, fra il 2023 e il 2024 nei periodi in cui la donna era ricoverata l'indagato ha anche utilizzato il bancomat della compagna per prelevare contanti per un totale di circa 25mila euro, denaro mai utilizzato a beneficio della vittima. Il tutto, peraltro, avveniva all'insaputa dei parenti di quest'ultima.

Al culmine del disegno criminale, l'uomo, nonostante fosse pienamente consapevole delle gravi condizioni psico-fisiche della donna e del procedimento legale in corso per la nomina di un amministratore di sostegno, ha persino tentato di sposarla, avviando le pubblicazioni presso i rispettivi Comuni di residenza.

Nel frattempo la donna è deceduta: le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco sotto la direzione della Procura della Repubblica di Como, hanno permesso di salvare almeno una parte del patrimonio sottratto tramite il sequestro preventivo di circa 400mila euro, evitando così un ulteriore danno nei confronti dei parenti della vittima e a vantaggio dell'uomo, ora indagato per circonvenzione di incapace, appropriazione indebita e indebito utilizzo di carte di pagamento.