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Honda chiude l'esercizio con una perdita di 424 miliardi di yen, prima perdita operativa dal 1957

La revisione delle attività per i veicoli elettrici negli Stati Uniti pesa sui conti: perdite per 1'450 miliardi di yen, ma il gruppo prevede un ritorno all'utile di 260 miliardi

14 maggio 2026
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La revisione delle attività legate alla produzione di veicoli elettrici negli Stati Uniti pesa sui conti di Honda, che chiude l'esercizio fiscale con la prima perdita operativa dalla quotazione in Borsa, avvenuta nel 1957.

Nei dodici mesi conclusi a fine marzo, la seconda casa automobilistica giapponese ha registrato un rosso di circa 424 miliardi di yen, pari a 2,10 miliardi di franchi, a fronte dell'utile di 836 miliardi di yen (4,14 miliardi di franchi) dell'anno precedente.

La perdita operativa si è attestata a 414 miliardi di yen (2,05 miliardi di franchi), un risultato peggiore delle attese degli analisti. Il fatturato mostra invece una lieve crescita dello 0,5%, raggiungendo 21'800 miliardi di yen (circa 108 miliardi di franchi).

A pesare sui risultati sono in particolare le attività legate ai veicoli elettrici, che hanno generato perdite complessive per 1'450 miliardi di yen (7,18 miliardi di franchi). Il gruppo prevede inoltre ulteriori oneri per circa 500 miliardi di yen (2,48 miliardi di franchi) nei prossimi mesi, legati al riassetto del comparto.

Nonostante il quadro negativo dell'esercizio appena concluso, Honda stima per l'anno fiscale in corso un ritorno all'utile pari a 260 miliardi di yen (1,29 miliardi di franchi), sostenuto dal contenimento dei costi e dalla tenuta della divisione motociclistica, tradizionalmente uno dei pilastri della redditività dell'azienda.

Secondo analisti di mercato, la scommessa sull'elettrico si è rivelata più onerosa e meno efficace del previsto, anche a causa del rallentamento delle vendite in mercati chiave come Cina e Sud-est asiatico. A ciò si aggiunge l'impatto dei dazi statunitensi del 25% per il gruppo che realizza circa il 40% delle proprie vendite in Nord America.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni