Il petrolio russo donato è esaurito e l'Avana denuncia l'interruzione delle importazioni; gli USA rilanciano offerte di aiuto e sanzioni
I seri problemi energetici di Cuba stanno per aggravarsi ulteriormente, ha avvertito il ministro dell'energia e delle miniere, Vicente de la O Lévy, secondo cui il petrolio russo donato alla fine di marzo "è esaurito".
"La situazione è molto tesa, sta diventando sempre più critica", ha affermato O Lévy alla televisione statale, riferendosi ai mesi estivi torridi che fanno impennare la domanda di energia.
Negli ultimi giorni piccoli gruppi di cubani sono scesi in piazza, spesso di notte, battendo pentole e padelle per protestare contro i prolungati blackout. Questi ultimi "All'Avana superano ormai le 20-22 ore al giorno", ha ammesso O Lévy con aria cupa. "Non abbiamo più gasolio", ha concluso il ministro.
L'amministrazione americana di Donald Trump sta cercando di costringere il regime cubano ad aprire l'isola politicamente ed economicamente e a rimuovere l'élite al potere per revocare le sanzioni economiche.
A parte l'unica fornitura di petrolio russo donata, e finita all'inizio di maggio, il governo "castrista" afferma che gli Stati Uniti hanno interrotto tutte le importazioni di petrolio per oltre quattro mesi.
Il segretario di Stato Marco Rubio la scorsa settimana aveva riferito che L'Avana aveva respinto un piano di assistenza da 100 milioni di dollari, circostanza smentita dal paese caraibico. Il Dipartimento di Stato ha rinnovato tuttavia la proposta, che giunge dopo che gli USA hanno imposto nuove sanzioni contro settori chiave dell'economia cubana a controllo statale.
"Il regime si rifiuta di consentire agli Stati Uniti di fornire questa assistenza al popolo cubano, che ne ha un disperato bisogno a causa dei fallimenti di un regime corrotto", ha dichiarato il Dipartimento di Stato, secondo cui "spetta al regime cubano la decisione di accettare la nostra offerta di assistenza o di negare aiuti vitali, dovendo infine rendere conto al popolo cubano per aver ostacolato un'assistenza fondamentale".
Il Dipartimento ha precisato che il sostegno includerebbe assistenza umanitaria diretta da parte di Washington e finanziamenti per un accesso a Internet "rapido e gratuito", a beneficio, presumibilmente, dei dissidenti. Gli Stati Uniti, si legge nella nota, stanno lavorando per promuovere "riforme significative" a Cuba.