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Sanzioni pecunarie agli ex amministratori di Campione d’Italia

Lo chiede con un decreto di condanna la Procura della Corte dei Conti regionale della Lombardia, in quanto avrebbero contribuito al dissesto finanziario

L’enclave
(Ti-Press)
12 giugno 2023
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“In qualità di amministratori del Comune di Campione d’Italia, nel periodo compreso fra il 2013 e il 2018, hanno contribuito al verificarsi del dissesto finanziario dello stesso Comune, deliberato dal Consiglio comunale il 7 giugno 2018, per cui nei loro confronti debbono essere irrogate sanzioni pecuniarie”. Da qui la richiesta di un decreto di condanna formulata lo scorso 20 aprile dalla Procura della Corte dei Conti regionale della Lombardia, che ha quantificato in oltre 215mila euro il totale della pena pecuniaria (calcolata sulla base dei compensi percepiti da amministratori e revisori dei conti, poche centinaia di euro al mese) nei confronti di sette amministratori pubblici, gli ex sindaci Maria Paola Rita Mangili Piccaluga e Roberto Salmoiraghi – in carica rispettivamente dal 2012 al 2017 e dal 2017 al 2018, nel periodo preso in considerazione dai giudici –, gli ex vice sindaci Florio Bernasconi e Alfio Balsamo, l’ex assessore Mariano Zanotta e due ex consiglieri comunali e quattro revisori dei conti. Pene pecuniarie a favore del Comune dell’enclave.

Indennità non dovute ai dipendenti

Il ricorso sarà discusso domani 13 giugno in Camera di consiglio, con inizio alle 12 davanti alla giudice Pia Manni. Il procedimento scaturisce da notizie di stampa relative all’inchiesta della Procura di Como sul Casinò di Campione d’Italia, nonché dalla trasmissione di delibere di Giunta e Consiglio comunale dell’enclave da parte dei magistrati inquirenti del capoluogo lariano. L’accusa si basa anche sulla relazione dei curatori fallimentari del Casinò (nominati dai giudici di Como, a seguito della sentenza di fallimento della casa da gioco), e sulla consulenza amministrativo-contabile sul Comune dell’enclave che era stata chiesta al Servizio ispettivo di finanza pubblica presso la Segreteria generale dello Stato. Le conclusioni del consulente Quirino Cervellini sono un atto d’accusa su tutti i fronti, soprattutto per quanto concerne gli organici di Casinò e Comune (oltre seicento dipendenti), i cui costi erano diventati insostenibili, tanto da portare allo tsunami che si è abbattuto sull’enclave. “Il dottor Cervellini esaminando le spese di personale ha accertato il pagamento di indennità non dovute” scrivono i giudici contabili. Importi per complessivi 116mila franchi all’ex comandante della polizia locale e 155mila franchi all’ex segretario comunale. E ancora: nel periodo 2009-2017, a seguito di una delibera di giunta, “in contrasto con i vincoli risultanti di contratti collettivi nazionali”, ai dipendenti comunali sono state corrisposti 4 milioni e 662mila franchi non dovuti.

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