Originario del Ticino, aveva aperto a Brissago Valtravaglia un'oasi per accogliere e salvare migliaia di creature. Malato da tempo, aveva 86 anni

È stato “un salvagente per migliaia di creature, un maestro di vita, una carezza sull'anima, un sorriso sempre pronto”: così l’associazione svizzera AnimaLife Ticino definisce Giancarlo Galli, originario del Ticino, fondatore e anima del Rifugio animali felici di Brissago Valtravaglia (nel Varesotto), morto martedì 10 febbraio scorso alle 21, all'età di 86 anni. Dopo una vita da funzionario delle Dogane svizzere, aveva deciso di trascorrere gli anni della pensione dedicandosi alla cura delle creature meno fortunate e nel 2002 aveva aperto fra i boschi del nord della provincia di Varese un rifugio rivolto a tutti gli animali salvati da maltrattamenti, vivisezione, riti satanici, abbandoni e macellazione. Nel corso degli anni ha accolto creature di ogni specie, dagli asini alle mucche, dai cavalli ai cinghiali, senza dimenticare volpi, capre, ricci e ovviamente cani e gatti: una sorta di grande arca di Noè a cui si dedicava anima e corpo, senza mai risparmiarsi. Negli oltre 20 anni di attività del rifugio non sono mancati i problemi: nel 2023 gli uffici tecnici dei comuni di Brissago Valtravaglia e Mesenzana avevano rilevato degli abusi edilizi, perché Galli aveva costruito delle casette per accogliere le centinaia di animali di cui si prendeva cura, e la Procura aveva disposto l’abbattimento degli edifici. Era stata lanciata una petizione (tuttora visibile su change.org), arrivata a oltre 28mila firme, per salvare il Rifugio animali felici, che è infatti rimasto in attività ed è attualmente gestito da una onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale).
L’86enne di Balerna, trasferitosi anni fa oltre confine, era malato da tempo. Nel periodo che ha dedicato alla causa ha accolto nel suo Rifugio oltre 600 animali, che nella struttura vivono in ampi spazi liberi.