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03.07.2022 - 12:13
Aggiornamento: 18:27
di Marco Marelli

Contro i tuffi vietati nel Lario mobilitato anche l’esercito

La siccità prolungata fa emergere nuove spiagge dove è pericoloso bagnarsi. Organizzato un presidio di militari

Quindici militari dell’esercito italiano sono stati schierati per evitare i tuffi nel lago di Como, almeno là dove sono proibiti. La decisione è stata presa dopo che il livello del Lario si è abbassato come mai era successo in passato. I divieti sono stati rinforzati a seguito dell’annegamento di due 17enni nelle scorse settimane. I controlli hanno dovuto essere intensificati anche perché comaschi e turisti continuano a vivere alcune aree della città come spiagge, tuffandosi nel lago per rinfrescarsi nonostante, appunto, i veti i vigore.

I mesi di luglio e agosto saranno, quindi, degli osservati speciali visto la stagione turistica. Asciugamani stesi sulla sabbia, bambini e adulti in acqua: l’area del Tempio Voltiano ancora una volta si presenta così; sembra una spiaggia di Rimini. Centinaia i bagnanti che trascorrono, infatti, il pomeriggio in riva al lago, su un arenile mai così esteso a causa della siccità.

Polizia, carabinieri, guardia di finanza e ora anche i militari in tuta mimetica sono stati incaricati di spiegare la pericolosità di nuotare in quella zona e le insidie del lago. Con il presidio fisso dell’esercito si spera che i trasgressori del tuffo possano desistere, anche se è fondata sul nulla la possibilità che a breve possano sparire le spiagge per il rialzo del livello del lago.

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