La richiesta riguarda crimini commessi nel 1998-1999 in oltre 50 campi di detenzione dell'UÇK; il verdetto è atteso entro 90 giorni dalla fine delle arringhe
La Procura del Tribunale speciale dell'Aia ha chiesto una condanna a 45 anni di carcere per l'ex leader dell'UÇK ed ex presidente del Kosovo Hashim Thaçi per crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nel 1998-1999, durante la guerra in Kosovo.
Ed è così iniziata, con le requisitorie, le arringhe e le eventuali dichiarazioni degli imputati, la fase finale del processo, che dura da quasi tre anni, con tutti gli imputati in carcere nella capitale olandese da oltre cinque anni.
La procuratrice speciale, Kimberly West, ha chiarito nella sua requisitoria finale che la richiesta di condanna della Procura speciale (SPO) si concentra su individui specifici, non sul comando generale, e ha chiesto condanne a 45 anni di carcere per Thaçi e gli altri tre imputati. West ha sottolineato che, nonostante la paura e la stigmatizzazione affrontate dai testimoni e dalle loro famiglie, essi hanno deciso di chiedere giustizia.
La procuratrice ha osservato che oltre 100 persone sono state uccise e centinaia di altre sono state vittime di abusi in oltre 50 campi di detenzione dell'Esercito di Liberazione del Kosovo (UÇK), comprese persone associate alla Lega Democratica del Kosovo (LDK) o appartenenti alle comunità rom e serbe: "I testimoni e le prove dimostrano che questi crimini sono stati commessi e che gli imputati ne hanno la responsabilità legale".
Le dichiarazioni conclusive del processo all'Aia termineranno il 18 febbraio. Dopodiché la commissione dei giudici emetterà un verdetto entro 90 giorni dal completamento del procedimento probatorio, con la possibilità di un'ulteriore proroga di 60 giorni. Gli imputati Hashim Thaçi, Kadri Veseli, Jakup Krasniqi e Rexhep Selimi e le loro difese hanno dichiarato che le accuse sono infondate, sostenendo che l'UÇK non disponeva di una struttura di comando organizzata.