Estero

Deutsche Bank, "fu errore accettare Epstein come cliente nel 2013"

9 febbraio 2026
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Alla luce delle recenti rivelazioni, la Deutsche Bank ha nuovamente definito un errore il proprio rapporto commerciale con Jeffrey Epstein.

"Come ripetutamente sottolineato dal 2020, la banca riconosce il proprio errore nell'aver accettato Epstein come cliente nel 2013", ha dichiarato un portavoce dell'istituto di credito di Francoforte su richiesta, lo riferisce l'agenzia di stampa tedesca Dpa.

Epstein era stato cliente della banca dal 2013 al 2018 quando poi l'istituto aveva avviato il "processo di cessazione" del rapporto con il cliente.

Secondo le recenti rivelazioni del ministero della Giustizia statunitense Epstein aveva oltre quaranta conti presso Deutsche Bank, sui quali aveva deciso di conservare gran parte del suo patrimonio. Già nel 2019, quando Epstein era stato arrestato, la Banca aveva offerto piena collaborazione agli inquirenti.

Intanto, rischia di aggravarsi la posizione di Andrew Mountbatten-Windsor in relazione alle rivelazioni che continuano a rimbalzar da oltre oceano dai cosiddetti Epstein Files. La polizia della Thames Valley, competente per territorio nell'area attorno al castello di Windsor in cui si trova la residenza reale da cui l'ex duca di York è stato sfrattato di recente per volere di suo fratello, re Carlo III, sta infatti valutando l'eventuale rilevanza legale della vicenda delle informazioni confidenziali che Andrea avrebbe condiviso con Epstein su alcune missioni svolte in passato: anni in cui egli era ancora membro attivo di casa Windsor nonché emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia.

Le informazioni, riguardanti potenziali opportunità d'investimento in Cina e in altri Paesi asiatici, sarebbero state trasmesse per email fra il 2010 e il 2011, dopo che il defunto finanziere pedofilo americano era stato scarcerato in seguito a una prima condanna in patria per sfruttamento sessuale di giovani e minorenni. E farebbero riferimento a dettagli relativi a missioni e visite compiute allora dal terzogenito e "figlio prediletto" della regina Elisabetta II a Singapore, in Vietnam o a Hong Kong, alla testa di delegazioni d'imprenditori fra i quali alcuni uomini d'affari notoriamente legati allo stesso faccendiere Usa.

Gli investigatori devono vagliare se le violazioni della riservatezza di quella missioni possano avere valore penale o meno. Indagini preliminari sono state riaperte giorni fa dalla polizia britannica anche sulla potenziale rilevanza penale di alcuni file resi pubblici di recente, stando ai quali Andrea avrebbe ricevuto a suo tempo nel Regno almeno una giovane donna del "giro" di Epstein per fare sesso.