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I soldi sfuggiti al fisco sarebbero stati investiti nel... caffè
24.05.2022 - 17:04
Aggiornamento: 20:40
di Marco Marelli

Raggira il fisco e investe in caffè. Imprenditore in manette

L’inchiesta ha condotto gli inquirenti anche a una società con sede in Ticino. L’accusa è di autoriciclaggio

Nelle prime ore di martedì la Guardia di finanza di Milano ha arrestato il fondatore e amministratore di fatto del gruppo vicentino Cegalin-Hotelvolver Pierantonio Pegoraro e il suo commercialista Nicola Gagliardi. Sono accusati di aver riciclato oltre 10 milioni di euro all’estero, investendoli nello sviluppo del business delle cialde da caffè. Tra le società interessate a questa operazione figura anche una impresa con sede a Stabio. Una azienda che, stando al gip Anna Calabi – che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di autoriciclaggio – sarebbe riconducibile allo stesso imprenditore.

Le misure cautelari messe in atto sono uno sviluppo dell’inchiesta che la scorsa estate aveva accertato un sistema di presunte fatture false emesse tra il 2017 e il 2020 per 104 milioni di euro, con la conseguente omissione del versamento dell’Iva. Nel luglio dello scorso anno, la Gdf aveva eseguito un altro sequestro di quasi 22 milioni di euro per frode fiscale nella prima tranche d’indagine. In quella circostanza era emerso un meccanismo attraverso il quale il gruppo specializzato nell’outsourcing dei servizi di pulizie delle stanze dei grandi hotel era sospettato di aver esternalizzato il lavoro avvalendosi di 21 cooperative che non avrebbero, però, versato né i contributi previdenziali né l’Iva. A quel punto i profitti illeciti sarebbero stati dirottati all’estero. Lo scorso novembre è stato disposto il "commissariamento giudiziale" del gruppo.

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