04.05.2022 - 09:32
Aggiornamento: 16:01

Donna e figlia morte nel Varesotto, arrestato il marito

L’uomo, un 57enne, avrebbe tentato di sterminare la famiglia a colpi di martello, per poi tentare di darsi fuoco

Ansa, a cura de laRegione
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Keystone
Il mistero si chiarisce

Ci sono importanti sviluppi relativi alla vicenda che ha visto i carabinieri rinvenire stamane due cadaveri, quello di una donna e di sua figlia, in un’abitazione in via Torino a Samarate, in provincia di Varese. Le forze dell’ordine hanno infatti proceduto al fermo del marito della vittima, sospettato di aver ucciso i familiari.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe colpito i suoi due figli e la moglie nel sonno, per poi tentare di darsi fuoco.

L’uomo di 57 anni avrebbe impugnato un martello con cui avrebbe colpito tutti gli altri componenti della sua famiglia, uccidendo nel sonno la moglie, sessantenne, e la figlia minore di 16 anni, per poi scagliarsi contro il figlio maggiore, 23enne, ferendolo gravemente (è tuttora ricoverato all’ospedale di Busto Arsizio in gravi condizioni). L’aggressione alla moglie sarebbe avvenuta sul divano, mentre ai due figli nella loro camera da letto.

Successivamente, a quanto emerso, l’uomo, ancora sporco di sangue, avrebbe tentato di darsi fuoco. Al momento si trova piantonato all’ospedale di Varese, dove è stato portato dopo l’allarme lanciato dai vicini di casa e l’arrivo delle ambulanze. I carabinieri stanno indagando per ricostruire nei dettagli l’accaduto.

È su una possibile crisi matrimoniale che si concentrano le indagini volte a dare una spiegazione al dramma che si è consumato alle prime ore di oggi. Secondo quanto si è appreso, la donna si era rivolta a un avvocato per una consulenza sulla separazione.

«Un risveglio terribile stamattina per la città, una tragedia, ma nessuno ha mai dubitato che ci fossero problemi, secondo alcuni amici comuni che vivono in zona; speriamo che il ragazzo si riprenda», commenta il sindaco di Samarate, Enrico Puricelli. «I ragazzi vivevano una vita serena, il padre è un architetto, lei era una casalinga. Avevano acquistato la villetta nel 1999, dopo essersi trasferiti qui da Milano. Non risulta alcun episodio di violenza pregressa».

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