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30.05.2021 - 17:350
Aggiornamento : 17:52

Mottarone, solo il capo servizio resta ai domiciliari

Liberati per insufficienza di indizi, nella notte, gli altri due arrestati, il gestore della funivia e l'ingegnere responsabile dell'impianto

Ricominceranno domani, lunedì, le indagini della procura di Verbania per scoprire chi siano i responsabili della tragedia del Mottarone: 14 morti, un solo sopravvissuto, il piccolo Eitan, 6 anni, ancora ricoverato all’ospedale infantile di Torino. L’inchiesta ha subìto una battuta d’arresto nella notte tra sabato e domenica, quando gli avvocati dei tre fermati, sono usciti con i loro assistiti dal carcere.  
Il giudice per le indagini preliminari, Donatella Banci Buonamici, ha infatti deciso,dopo ore di interrogatori, la scarcerazione di due dei tre arrestati: il gestore dell'impianto Luigi Nerini e l'ingegnere responsabile dell'impianto, Enrico Perocchio. Disposti invece gli arresti domiciliari per Gabriele Tadini, che potrà avere contatti solo con il suo avvocato e con i famigliari conviventi. Quest’ultimo, capo servizio della funivia, era stato l’unico ad aver confessato al procuratore Olimpia Bossi e alla p.m. Laura Carrera, di aver lasciato, pare dal 26 aprile, il forchettone all’interno dell’impianto frenante per evitare continui blocchi alla funivia. Il suo avvocato, Marcello Perillo ha dichiarato che Tadini non avrebbe avuto alcun interesse economico a far funzionare comunque la funivia, essendo un dipendente, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul fatto che gli altri due indagati continuino a sostenere di non sapere nulla di quel forchettone.

A loro ha creduto la giudice per le indagini preliminari che, come detto, ne ha disposto la scarcerazione per insufficienza di indizi. Sarà adesso il perito nominato dalla procura, l’ingegnere meccanico del Politecnico di Torino, a provare a far luce sulle cause che hanno portato alla rottura del cavo trainante nel tratto rinchiuso nella morsa di acciaio che tiene unite le due estremità della fune, la cosìddetta “testa fusa”. Intanto ieri il Piemonte si è fermato per un minuto, alle 12, in segno di lutto “per ricordare chi ha perso la vita in questa follia” ha spiegato il governatore, Alberto Cirio. A Stresa, in queste ore, continua il via vai dei traghetti che portano i turisti dalle isole Borromee alla blasonata città del Lago Maggiore, ma ai tavoli dei bar, nei grandi alberghi patinati che hanno ospitato intellettuali e artisti, da Lord Byron a Ernest Hemingway, si allunga l’ombra della tragedia che, spiegano gli addetti ai lavori, rischia di offuscare anche gli affari, con una diminuzione di turisti dissuasi dall’arrivare sulle sponde del Lago, dopo quanto successo. 

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