Tajani avverte che la Cina ha il monopolio delle terre rare e serve concorrenza
A Washington per la riunione sui minerali critici, Tajani dice che servono Europa, Usa, Giappone, Corea del Sud, India e paesi africani per competere a livello globale
Sulle terre rare "la Cina gioca la sua partita ma non può giocare una partita in regime di monopolio, quindi serve concorrenza per il libero mercato". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo a Washington per partecipare alla prima riunione ministeriale sui minerali critici. "Oggi di fatto la Cina gioca una partita in un regime di monopolio. Questo non va bene, vogliamo la libera concorrenza. È un principio, vale anche per le materie prime", ha ribadito il titolare della Farnesina. "Se vogliamo competere a livello globale abbiamo bisogno di avere dei prezzi delle materie prime che ci permettano di non essere azzoppati - ha sottolineato ancora Tajani - Oggi c'è una posizione di predominio da parte cinese e noi dobbiamo trovare il modo per essere più competitivi. Quindi Europa, Stati Uniti e Giappone, Corea del Sud e India con i paesi africani devono trovare una strategia che si possa permettere di competere a livello globale e di avere un costo di materie prime che ci consenta di essere più competitivi". "Non c'è nessun astio verso la Cina. Noi siamo per la concorrenza, siamo per il libero mercato e lavoriamo perché il libero mercato possa esistere sul serio", ha concluso il ministro.
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