Estero

Amb. Gori, 'fra imprese italiane e serbe complementarietà e partenariato'

All'assemblea di Confindustria Serbia, 'interscambio ora supera 5 miliardi'

3 febbraio 2026
|
La resilienza delle economie europee passa anche attraverso "partenariati solidi tra sistemi produttivi complementari, come lo sono quelli italiano e serbo": lo ha detto l'ambasciatore d'Italia in Serbia, Luca Gori, intervenuto stasera in apertura dell'assemblea pubblica di Confindustria Serbia, ospitata presso la residenza. L'evento ha riunito rappresentanti istituzionali, imprenditori e membri della comunità d'affari italo-serba, confermando il ruolo centrale della cooperazione economica tra i due Paesi. All'assemblea sono intervenuti Romano Rossi, presidente di Confindustria Serbia, e in collegamento, Patrizio Dei Tos, presidente di Confindustria Est Europa, nonché Giorgio Castrucci, Country Manager Serbia di Ariston Group, gruppo che ha visto la recente apertura di un nuovo stabilimento a Nis dal valore di 75 milioni di euro. Il governo serbo era rappresentato dalla ministra per il Commercio interno ed estero e commissaria generale Expo 2027 Belgrado, Jagoda Lazarević.

L'ambasciatore Gori ha condiviso con soddisfazione il crescente valore dell'interscambio commerciale tra l'Italia e la Serbia, che nel 2025 ha superato per la prima volta i 5 miliardi di euro, e ha poi presentato la guida di Expo 2027 Belgrado che l'ambasciata ha predisposto con l'obiettivo di far conoscere la manifestazione alle aziende e ai soggetti italiani potenzialmente interessati e fornire un primo strumento di orientamento sulle opportunità offerte dal Padiglione Italia.

Il presidente Rossi, commentando il tema dell'assemblea di quest'anno, "Partenariato e per la resilienza", ha detto che il 2025 è stato un anno "sfidante, intenso e a tratti imprevedibile" e ha creato "incertezza", obbligando le imprese a passare dalla strategia futura alla flessibilità e a fare gioco di squadra, fra settori industriali e fra imprese italiane e la Serbia. Quanto al 2026, "ho buoni motivi per affrontarlo con fiducia", ha concluso il presidente di Confindustria Serbia. che raccoglie 211 delle circa 500 imprese italiane che operano nel Paese balcanico, con circa 10mila dipendenti.