Confine

In isolamento l'accoltellatore di don Roberto

Anche Papa Francesco ha voluto ricordare il sacerdote ucciso ieri a Como da un cittadino tunisino reo confesso

La commozione è tanta (Ti-Press)
16 settembre 2020
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È in isolamento nel carcere del Bassone il tunisino di 53 anni che ha confessato di aver accoltellato a morte, ieri mattina a San Rocco, quartiere di Como, don Roberto Malgesini, il 51enne sacerdote valtellinese da una dozzina di anni ‘prete degli ultimi’, i moltissimi invisibili che la città di frontiera continua a non vedere. L'isolamento è stato deciso per evitare che possa essere picchiato dagli altri detenuti. Nei suoi confronti il magistrato inquirente Massimo Astori, sostituto della procura lariana, ha formulato l'accusa di omicidio volontario.

La posizione dell'omicida reo confesso potrebbe aggravarsi dato che ieri mattina è arrivato a San Rocco con un lungo coltello di cucina e ha accoltellato don Roberto alle spalle, a tradimento. L'omicida ha colpito una prima volta il sacerdote al collo nel momento in cui si è abbassato per posare bevande calde, cornetti e biscotti, la colazione del mattino che don Roberto si apprestava a consegnare ai clochard del dormitorio di via Napoleona e ai senzatetto dei portici della città. Altre due coltellate hanno raggiunto il sacerdote a un braccio e all'addome. Il magistrato inquirente ha disposto l'autopsia che sarà eseguita in giornata. Sempre oggi al Bassone è prevista l'udienza di convalida dell'arresto. Ieri in Questura a Como, assistito dall'avvocato Davide Giudici, il tunisino è stato a lungo interrogato dai detective della squadra mobile. Per nulla pentito, ha accusato don Roberto di “far parte di un complotto contro di me” per rimandarlo in Tunisia. Un riferimento al provvedimento di espulsione, che doveva essere eseguito ad aprile e poi era stato sospeso per l’emergenza sanitaria. “Il movente, allo stato attuale delle indagini – ha scritto il procuratore di Como Nicola Piacente – è esclusivamente riconducibile al convincimento del tunisino di essere vittima di un asserito complotto che ne avrebbe determinato il rimpatrio in Tunisia”. 

Papa Francesco ricorda ‘il prete di strada’

Prima di concludere l'udienza generale del mercoledì, papa Francesco ha dedicato parole commosse a don Roberto. Il Papa ha ricordato don Roberto, il “prete di strada”, che “serviva gli scartati di Como”, ucciso con tre coltellate da uno di loro con problemi di disabilità psichica. Le parole di Francesco: “Mi unisco al dolore e alla preghiera dei suoi familiari e della comunità comasca e, come ha detto il suo vescovo, rendo lode a Dio per la testimonianza, cioè per il martirio, di questo testimone della carità verso i più poveri. Preghiamo in silenzio per don Roberto Malgesini e per tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società”. Stamane a Como, nel solco dell'azione di don Roberto, c'è chi non ha fatto mancare la colazione ai senzatetto.

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