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16.09.2019 - 13:120

Truffò una donna malata, Alessandro Proto a processo

Il finanziere milanese è accusato di aver realizzato un raggiro da 130mila euro ai danni di una signora affetta da cancro. Per sperare in una pena meno severa dovrà risarcire.

133mila euro per evitare una pesante condanna. È la somma che Alessandro Proto, arrestato la mattina dello scorso 11 giugno per truffa pluriaggravata ai danni di una donna affetta da cancro e autoriclicaggio, deve mettere sul piatto della giustizia, per poter accedere ad uno dei due riti alternativi (patteggiamento o abbreviato) e quindi beneficiare della riduzione di un terzo della pena. Il finanziere milanese con residenza a Novazzano ma con casa e studio a Como, dovrà trovare un accordo con la 38enne milanese che Proto aveva contattato attraverso linkedin, il social che 44enne (attualmente agli arresti domiciliari), utilizzava per promuovere le sue attività finanziarie e immobiliari, inizialmente da Lugano e successivamente da Como. Scelta obbligata in quanto è stato espulso dalla Svizzera.

Un accordo da proporre al magistrato inquirente Pasquale Addesso, sostituto della Procura di Como, nella speranza di ottenere uno sconto della pena. Lo stesso pubblico ministero ha chiesto il rito immediato che significa processo in aula, con dibattimento pubblico. Cosa che Alessandro Proto, che negli anni scorsi è balzato agli onori della cronaca italiana per le sue false news, legate a Ronaldo e a Clooney, oltre alla presunta scalata al Corriere della Sera, vorrebbe evitare. L'inchiesta lampo della Procura lariana è stata facilitata dal fatto che Proto, nei due interrogatori a cui è stato sottoposto, ha ammesso tutto, chiedendo aiuto in quanto a suo dire malato patologico del gioco d'azzardo online.

La vicenda era iniziato lo scorso febbraio, quando Proto era venuto a sapere che la donna lottava da sette anni lotta contro un tumore (ha subito tre interventi chirurgici, terapie radio e attualmente anche una chemio). Proto racconta di aver perso una figlia di 10 anni, morta in Ticino di tumore e che in conseguenza della tragedia. L'altro figlio ha avuto un crollo psicologico ed è stato ricoverato per mesi in una struttura svizzera. ''Queste notizie mi hanno sconvolto - racconta la donna alla Guardia di finanza del capoluogo lariano -. Anche perchè stavo vivendo il dramma personale della stessa malattia''. Proto, affermando di attraversare un periodo di crisi finanziaria, aveva chiesto alla donna prestiti. Lo ha fatto per pagare il trasferimento del corpo della figlia in Italia, per pagare il ricovero del figlio in una struttura psichiatrica, per pagare i conti con la giustizia per una asserita persecuzione ai suoi danni. Tutte menzogne.

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