Il presidente di Blackstone Jonathan Gray argomenta che la domanda supera l'offerta e che l'IA, pur causando sconvolgimenti, è uno strumento di efficienza per gli investitori.
Jonathan Gray, presidente e direttore operativo di Blackstone – una delle maggiori società mondiali di gestione di investimenti alternativi, con oltre 1300 miliardi di dollari di capitali della clientela – respinge l'idea che l'intelligenza artificiale (IA) sia una bolla e invita a non farsi guidare dal panico.
In un'intervista alla Neue Zürcher Zeitung (NZZ), il 56enne – considerato il dirigente più importante accanto al fondatore Stephen A. Schwarzman – ricorda che Blackstone è tra i maggiori investitori nell'IA e si è adoperata presto nei centri dati.
Gray non vede però una bolla. "No, parto dal presupposto che la domanda di IA continuerà a crescere molto, molto rapidamente". "Anthropic per esempio ha moltiplicato per dieci il suo fatturato in ciascuno degli ultimi tre o quattro anni", dice. "Il motivo è semplice: questa tecnologia è incredibilmente potente. Rende le aziende più efficienti e rende possibili modelli di affari completamente nuovi".
"Allo stesso tempo l'offerta di potenza di calcolo è limitata. Ricevere autorizzazioni per costruire data center è difficile, ottenere elettricità non è facile", spiega. "La maggior parte dei chip è già venduta per i prossimi tre anni. E anche accedere a finanziamenti su larga scala è arduo".
Secondo Gray è giusto chiedersi se gli investimenti nel settore siano eccessivi, ma a suo avviso si è di fronte oggi a una situazione diversa dal solito. "In un tipico ciclo 'boom e crollo' – pensate agli alloggi in proprietà o alle infrastrutture delle telecomunicazioni – viene costruita un'enorme offerta in attesa della domanda. Qui però la domanda supera di gran lunga l'offerta. I nostri contratti sono a lungo termine, i nostri partner commerciali sono tutti aziende affidabili. In un data center un contratto di locazione dura tipicamente dai 15 ai 20 anni".
Riguardo al ramo del private equity (gli investimenti in società non quotate), l'esperto non teme le nuove tecnologie. "Il nostro business è difficile da sostituire completamente con l'IA. Chi nella nostra industria vuole comprare un'azienda deve per esempio negoziare con una famiglia a cui appartiene la società o fornire un finanziamento su misura. In parti dell'analisi l'IA può aiutare: ma le transazioni stesse sono processi molto complicati e unici. Anche raccogliere capitale richiede ancora persone e fiducia. Vedo quindi l'IA soprattutto come uno strumento che ci rende investitori migliori".
Il miliardario – che è anche presidente del consiglio di amministrazione della catena alberghiera Hilton – riconosce comunque che vi saranno notevoli sconvolgimenti. "Alcune aziende vivranno tempi difficili, ma altre società di software potrebbero alla fine valere molto più di prima". Cita Energy Exemplar, impresa che prevede la domanda di elettricità: grazie all'intelligenza artificiale, è in grado di elaborare i pronostici molto più rapidamente rispetto al passato. Di conseguenza l'utilizzo dei suoi servizi è aumentato notevolmente. "Questo mostra come ogni azienda sia interessata in modo diverso".
Quanto all'andamento generale dell'economia, il padre di quattro figlie non paragona il momento attuale alle crisi passate. "La guerra in Iran ha creato complessità, in particolare nei prezzi dell'energia. I tassi a lungo termine sono saliti e questo ha pesato su alcune parti degli affari. Ma nel complesso l'economia è molto sana. Rispetto al 2008-2009 o ai primi mesi del 2020, quando durante il Covid l'economia mondiale si fermò, la situazione di oggi è assai migliore. Le nostre aziende nel portafoglio private equity hanno registrato nel secondo trimestre una crescita del fatturato dell'11%. Le persone sottovalutano sempre la resilienza dell'economia mondiale", conclude.