Economia

La Russia importa carburante per carenza interna dopo i raid ucraini

Il vice premier Novak conferma l'avvio delle importazioni e l'ammissione di Putin sui danni all'economia. Code ai distributori e razionamento in diverse regioni.

19 agosto 2026
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La Russia, secondo produttore mondiale di petrolio, è costretta a importare carburanti da altri Paesi per cercare di far fronte alla carenza sul mercato interno dovuta agli attacchi ucraini su diverse raffinerie e allo stop di alcuni impianti per i regolari lavori di manutenzione. Ad ammettere ufficialmente una circostanza di cui i media già parlavano da qualche tempo, è stato il vice primo ministro Alexander Novak, responsabile per il settore energetico. Mentre un'altra ammissione è venuta da Vladimir Putin in persona. Gli attacchi delle forze di Kiev su siti industriali e centri logistici e commerciali non hanno "conseguenze critiche" ma "certamente danneggiano" l'economia russa.

Un computo delle conseguenze dei bombardamenti ucraini sempre più in profondità sul territorio russo - nelle ultime ore è stata colpita una raffineria a Ufa, a 1400 chilometri dal confine - è stato fatto durante una riunione del Consiglio per lo sviluppo strategico e i progetti nazionali, al quale ha presenziato lo stesso capo del Cremlino. Al centro della discussione non solo gli attacchi agli impianti di raffinazione, ma anche ai magazzini e centri logistici di Wildberries, società leader del commercio online russo, alla quale un grandissimo numero di piccole e medie aziende deve gran parte del loro fatturato.

Putin ha esordito valutando come "modesta ma positiva" la crescita dell'economia nazionale, con un aumento stimato del PIL "dell'1%". E ammettendo che su di essa pesano una serie di fattori, tra i quali "la pressione esterna e gli attacchi terroristici su siti industriali e infrastrutture". Cioè i raid dei droni ucraini. "Naturalmente non ci sono conseguenze critiche da questi attacchi, non ci sono stati e non ci possono essere - ha assicurato il leader russo -. Ma certamente ci danneggiano, questo è ovvio". Poi, in merito alla Wildberries, ha affermato che, "nonostante i recenti attacchi terroristici", le infrastrutture commerciali "operano efficacemente e rimangono resilienti". Ma "le strutture della logistica e dei magazzini, naturalmente, devono essere ripristinate, anche con la partecipazione dello Stato".

Ma il tema più delicato affrontato è stato la carenza dei carburanti. Gli attacchi ucraini alle raffinerie hanno già costretto da tempo il governo a vietare le esportazioni di benzina e diesel, mentre in molte regioni è stato introdotto un regime di razionamento delle vendite. Lunghe code di automobilisti ai distributori si possono vedere in questi giorni anche a Mosca. Alcuni di loro hanno riferito all'ANSA di aver dovuto aspettare fino a un'ora per poter fare il pieno. Ora l'esecutivo gioca anche la carta delle importazioni per cercare di soddisfare il fabbisogno. "Le importazioni sono già cominciate, e sono state adottate le necessarie regolamentazioni per permettere produzioni aggiuntive di carburanti di standard inferiori, cioè Euro 2, Euro 3 e Euro 4", ha precisato Novak in un'intervista alla televisione di Stato ripresa dall'agenzia Tass. Il vice premier non ha detto da quali Paesi vengano effettuate le importazioni, ma diversi media ipotizzano che si possa trattare dell'India e del Kazakhstan, oltre che della Bielorussia.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni