Il vice premier Novak conferma le importazioni dovute agli attacchi ucraini alle raffinerie e alla manutenzione, con code ai distributori e razionamento.
La Russia, secondo produttore mondiale di petrolio, ha cominciato a importare carburanti per far fronte alla carenza sul mercato interno dovuta agli attacchi ucraini su diverse raffinerie e lo stop di alcuni impianti per i regolari lavori di manutenzione. Lo ha detto il vice primo ministro Alexander Novak, responsabile per il settore energetico.
"Le importazioni sono già cominciate, e sono state adottate le necessarie regolamentazioni per permettere produzioni aggiuntive di carburanti di standard inferiori, cioè Euro 2, Euro 3 e Euro 4", ha precisato Novak in un'intervista alla televisione di Stato ripresa dall'agenzia Tass. "Ci aspettiamo che un certo numero di raffinerie di petrolio concludano la manutenzione in un prossimo futuro, e che la situazione migliori in modo significativo", ha aggiunto il vice premier russo.
Novak non ha precisato da quali Paesi vengano effettuate le importazioni, ma diversi media ipotizzano che si possa trattare dell'India e del Kazakhstan, oltre che della Bielorussia.
Gli attacchi ucraini alle raffinerie hanno costretto il governo a vietare le esportazioni di benzina e diesel, mentre in molte regioni è stato introdotto un regime di razionamento delle vendite. Lunghe code di automobilisti ai distributori si possono vedere in questi giorni anche a Mosca. Alcuni di loro hanno riferito all'ANSA di avere dovuto aspettare fino a un'ora per poter fare il pieno.